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Crisi di governo, preoccupati i sindaci delle aree terremotate

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Monica Puliti
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Crisi di governo dietro l'angolo. Nuovo governo o nuove elezioni, poco cambia per i sindaci del sisma che temono che da questo “terremoto politico” possano nascere nuovi stop per la ricostruzione dei loro territori. Non hanno dubbi i sindaci Francesco Nelli (Cittareale), Antonio Fontanella (Amatrice) e Franca D'Angeli (Accumoli). NELLI "Spero che non si debba ricominciare ancora una volta da zero: non possiamo attendere oltre e non possiamo vanificare il lavoro fatto finora da tutte le istituzioni per la ricostruzione. In questo momento politico delicato, come sindaco di un comune del cratere, mi auguro che le forze politiche riescano a far prevalere il buon senso in questa crisi di governo. Spero che non si debba ricominciare ancora una volta da zero: non possiamo attendere oltre e non possiamo vanificare il lavoro fatto finora da tutte le istituzioni. FONTANELLA “Siamo preoccupati, non nascondo che l'assenza di un interlocutore ci potrebbe creare dei problemi. La ricostruzioni dei privati è il grosso nodo da sciogliere perché devono essere fatte delle modifiche normative ma se tutto cade rischiamo di rimanere fermi. Meglio un nuovo governo o lezioni? Serve un governo autorevole, questa la cosa più importante. Se deve nascere un governo poco credibile tanto meglio alloa tornare al voto”. D'ANGELI “Non possiamo tutte le volte ripartire da zero, se ci dovesse essere un nuovo governo dovrà salvare le cose fatte perché non possiamo avere in questo momento battute d'arresto. Nuovo governo o elezioni? E' indifferente, perché in ogni caso ci saranno persone nuove con cui rapportarsi, l'importante e velocizzare la macchina della ricostruzione già partita”. A parlare anche l'onorevole di FdI, Paolo Trancassini: “Le elezioni potrebbero restituire la speranza al Centro Italia colpito dal sisma. La crisi di governo ci traghetta verso un voto anticipato che non accogliamo con sorpresa, anzi. Auspicavamo già da tempo ad una presa di posizione netta che fosse quanto più aderente alla volontà del popolo italiano che con chiarezza si è espresso sia in primavera in occasione delle Europee che nelle varie realtà regionali. Non ho mai nascosto il mio dissenso sull'operato del Governo giallo-verde in merito alle azioni spesso insufficienti e inadeguate messe in campo per la ricostruzione, come non ho mai limitato le critiche al precedente operato del Pd. Penso seriamente che il voto anticipato possa aprire nei nostri territori una stagione nuova”. Luca Feliziani