Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Olivicoltura in Sabina da profondo rosso

Esplora:

Monica Puliti
  • a
  • a
  • a

Sabina e olivicoltura: la situazione è drammatica. A parlare per primi sono i numeri: 2.000 ettari di oliveti totalmente compromessi che andranno sostituiti attraverso reimpianti, il che comporta perdere milioni di euro di produzione e circa 1 milione di giornate lavorative, con conseguenze disastrose per il tessuto economico e sociale del territorio. Le piante sono state defogliate e hanno riportato cortecce spaccate, rami rotti e gemme bruciate. Il danno stimato, solo per la Sabina, secondo la stima fatta da Unaprol (consorzio olivicolo italiano) è di circa 34 milioni di euro, senza calcolare l'indotto su tutta la filiera, a partire dal settore della trasformazione e le conseguenze che si avranno per la produzione dei prossimi 3 anni. Alan Risolo, presidente di Coldiretti Rieti, non esita a definirsi “arrabbiato” oltre che preoccupato “il problema nasce dalla gelata del febbraio 2018, che aveva portato ad una escursione termica di ben 30° nell'ambito di soli due giorni passando da - 15°a + 15°. Parliamo di un evento eccezionale. Uno shock termico che ha portato il danneggiamento di molte piante di ulivo, c'è stato un calo produttivo importante dal quale non siamo stati ancora in grado di riprenderci. L'unico modo per uscire da questa situazione è poter attingere a risorse esterne, nazionali e regionali. Con la Regione abbiamo fatto intere giornate di studio e di lavoro, delle conferenze, un lungo percorso per definire al meglio le misure da mettere in atto, un lavoro molto intenso che però ha generato delle scatole vuote. Era stato creato un pacchetto che prevedeva la misura 5.1 nel Psr per il ripristino del potenziale produttivo ed una misura straordinaria per compensare il mancato reddito, ma non ci sono state messe le risorse necessarie, e nessuno di questi due interventi ha ancora visto la luce, nonostante un anno e mezzo di collaborazione. Tutta la filiera è bloccata, dall'avventizio, l'operaio che dovrebbe fare le potature, che non essendoci soldi non viene chiamato, al produttore che si ritrova le piante danneggiate e non può far sì che queste vadano a frutto, ma anche il frantoiano, così come il confezionatore: ogni singolo anello della filiera è danneggiato. Un danno importante, se si pensa che nella Sabina reatina l'80 % delle colture sono oliveti. Un danno enorme di cui non si sta tenendo conto nella giusta maniera, impiegare un anno e mezzo per fronteggiare un evento calamitoso è assurdo. In questo periodo la Regione ha “aperto” altre misure in sostegno all'agricoltura di cui si sentiva molto meno il bisogno. Questo mi ha fatto molto arrabbiare, la Sabina è olio e siamo tutti in enorme difficoltà. Quello che noi vogliamo sollecitare è la pubblicazione della misura 5.1 del Psr, che potrebbe permettere di ripristinare la normalità”. Alessandro Toniolli