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Elexos, si attendono notizie dal Mise. L'azienda resta occupata

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Monica Puliti
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La convocazione al ministero dello Sviluppo economico per questa mattina alle 12 (il tavolo è tuttora in corso), giunta nel tardo pomeriggio di ieri, è stata l'unica novità di rilievo di un'altra giornata di passione che i lavoratori della Elexos hanno vissuto nello stabilimento di via Emilio Greco, occupato da oltre due giorni. Dove ieri mattina (mercoledì 24) hanno nuovamente incontrato il legale rappresentante dell'azienda, l'avvocato Mauro Giovannelli (“Elexos si sta impegnando per evitare i licenziamenti, consapevole dell'impatto sociale che tale misura avrebbe”), l'onorevole Paolo Trancassini (FdI) e il vice sindaco e assessore comunale alle Attività produttive, Daniele Sinibaldi (“Abbiamo proposto al referente legale dell'azienda di aprire ad altre possibilità limitando il coinvolgimento dei dipendenti, assumendosi la responsabilità di ampliare il panorama delle garanzie a copertura del concordato permettendo al tribunale di rilasciare l'autorizzazione per la cassa straordinaria per cessazione di attività”). Tante, poi, le reazioni della politica: il gruppo consiliare del Pd, oltre ad esprimere vicinanza ai 43 lavoratori della ex Sxchneider, ha chiesto che oggi, giorno di convocazione del consiglio comunale, la seduta venga riconvocata davanti ai cancelli dell'azienda al nucleo industriale; dell'onorevole pentastellato Gabriele Lorenzoni, secondo cui “desta preoccupazione il diniego alla concessione dell'ammortizzatore sociale da parte del tribunale di Rieti nonostante Mise e Regione Lazio abbiano dato la disponibilità all'utilizzo della cassa straordinaria per cessazione di attività, reintrodotta da questo Governo”; dell'onorevole Maurizio Gasparri, più volte intervenuto nei mesi scorsi per sollecitare il Governo e il ministro Luigi Di Maio a intervenire in merito alla vicenda. Anche la Cgil non ha fatto mancare la sua vicinanza ai lavoratori e chiesto “a tutte le istituzioni e alla società di trovare le risorse per proseguire con la cassa integrazione, evitando i licenziamenti”. Che, ricordiamo, se non interverranno le garanzie per la copertura di un altro anno di ammortizzatori, scatteranno domenica 28 luglio. Risorse che il curatore fallimentare dell'azienda non ritiene adeguate. “Cima, socio di Elexos, è l'unico che possa prestare garanzie”, dice Vincenzo Tiberti della Fim Cisl, mentre Giuliana Brunelli, Massimo Del Pio e Fabrizio Moschetti, tre dei 43 lavoratori a rischio licenziamento, raccontano la breve parentesi lavorativa alla Elexos, durata per tutto il 2016 e parte dell'anno seguente, nonostante l'investimento di 60 mila euro fatto da ciascun lavoratore (con la rinuncia all'incentivo all'esodo) promettesse ben altri scenari. A ottobre 2017 è partita la cassa integrazione che scadrà il 28. Monica Puliti