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Melilli vede sfumareil posto da sottosegretario

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Leonardo Ranalli
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Archiviata l'assegnazione di due caselle importanti del Governo in altrettanti posti da sottosegretario, è tempo di riflettere sulla rappresentanza politica Reatina ai piani alti. Contattato inizialmente dai vertici nazionali del partito e dal presidente del Consiglio per un posto da sottosegretrio all'Economia, salvo poi prendere atto di un cambiamento delle esigenze politiche che hanno cambiato il quadro generale, Fabio Melilli sembra aver messo da parte il legittimo dispiacere per l'incarico sfumato e appare rinvigorito in vista di una possibile riorganizzazione laziale del partito di cui è segretario. Forte quindi della volontà di non rimanere a guardare e sperando anche in un credito nei confronti del presidente del Consiglio, Melilli potrebbe ora cercare l'unità che servirebbe al partito regionale per evitare di piombare in un commissariamento che sarebbe politicamente letale. Per far questo, oltre alla volontà, servono le intese forti e Melilli è disposto a ragionare per rilanciare il gruppo laziale a cominciare dalla ripresa dei tavoli con la renziana della primissima ora (è stata tra le presentatrici dell'ultima Leopolda, ndr), nonché presidente regionale del partito, Lorenza Bonaccorsi. Proprio dalla presidentessa del partito sono arrivate le prime dichiarazioni sulla mancata assegnazione del sottosegretariato all'ex presidente della Provincia: “La notizia che Melilli dovesse fare il sottosegretario all'Economia era solo una voce, non era scolpita sulla pietra, il suo era uno dei nomi. Il Pd del Lazio si è arenato perché c'è stato un incidente sulla questione delle liste per la città metropolitana. Mellili ha sfiduciato la segreteria, adesso si è in attesa di ricostruire una nuova maggioranza”. Al momento, comunque, non ci sono richieste di sfiducia e la Bonaccorsi si dice pronta a gestire questa fase nel migliore dei modi e senza pensare “a situazioni funeste”. La situazione potrebbe quindi migliorare e se Melilli riuscirà a mantenere il posto da segretario sarà forse meglio per tutti gli iscritti considerando i personalismi imperanti e i fronti caldi: dal Comue di Roma - con il pressing antiMarino di diversi democratici che avanza - si passa infatti a quello di Rieti dove le dimissioni di Cecilia e le incertezze del primo cittadino a 360 gradi fatto discutere e pensare anche a un possibile rimpastone. Ergo servirebbe polso fermo e capacità organizzativa o i democratici del Pd rischiano di perdere anche le cose che davano per scontate.