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Coronavirus, casalinga che ha rischiato di morire fa causa alla Cina. Giovedì 1 ottobre parte il processo

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Coronavirus, casalinga fa causa alla Cina per la pandemia. Giovedì 1 ottobre udienza dal giudice di Pace

Si terrà giovedì 1 ottobre dinanzi al Giudice di pace di Frosinone la prima causa contro la Cina per i danni da pandemia legati al coronavirus. Ad avviarla il Codacons, per conto di una cittadina residente nel frusinate (le cui iniziali sono P. I., di professione casalinga) che prima ha perso la madre a causa del Covid-19 e poi, dopo essere risultata positiva al virus, è stata ricoverata ed intubata per gravi complicazioni polmonari, e tuttora è costretta a sottoporsi a controlli e visite periodiche.

Con tale causa il Codacons chiede "il risarcimento dei danni subiti dalla donna a causa del contagio sia sul fronte del danno biologico, per il periodo di ricovero ed intubazione, sia su quello del danno non patrimoniale, per lo stress subito a causa del contagio che ha portato la signora a vivere in un costante stato di paura e che ancora oggi la limita negli spostamenti e nelle relazioni interpersonali". Il risarcimento viene richiesto alla Repubblica Popolare Cinese in ragione di due diversi profili di responsabilità che hanno portato alla diffusione de contagio e, di riflesso, al contagio dell’attrice. Nello specifico, il primo motivo è "la commercializzazione di animali selvatici all’interno del wet market di Wuhan, dove vengono tenuti animali vivi che, al momento della vendita, sono uccisi e macellati sul posto e, molto spesso, tra questi animali vi sono specie selvatiche la cui commercializzazione è vietata. Il secondo motivo è il ritardo ed omissioni nella comunicazione dell’esistenza di casi di polmonite a causa sconosciuta".