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Rieti, sette anni da precario con i contratti co.co.co.: il Comune condannato a risarcirlo

Il Comune ha dovuto iscrivere 102 mila euro fuori bilancio per pagare ciò che è stato stabilito dal tribuinale

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Ha lavorato sette anni come educatore nella struttura di prima accoglienza "Il Nespolo" e solo dopo una lunga battaglia legale si è visto riconoscere un rapporto di lavoro con il Comune. La sentenza del tribunale del lavoro di Rieti risale a un anno e mezzo fa ma, per onorarla, nei giorni scorsi il Comune è stato costretto a riconoscere un debito fuori bilancio. L'ente, tramite una delibera di Consiglio, approvata con l'astensione di parte dell'opposizione, verserà 102.502,63 al mediatore nordafricano (E. A. le iniziali) che dal 2004 al 2011 ha lavorato per conto dell'ente nella struttura di pronta accoglienza "Il Nespolo" come educatore. Nel periodo che va dal 1 giugno 2004 al 30 aprile 2011 ci furono ben 17 contratti di collaborazione coordinata e continuativa. L'uomo ha trascinato in tribunale il Comune per vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con inquadramento nel profilo professionale C del contratto collettivo nazionale degli enti locali e per ottenere la reintegrazione nel posto di lavoro e il pagamento delle differenze retributive e delle dovute indennità.

Il tribunale del lavoro di Rieti ha riconosciuto - si legge nella delibera approvata dal consiglio comunale - "che tra le parti era intercorso un rapporto di lavoro subordinato e pertanto condannava il comune al pagamento a favore del lavoratore della somma di 55.858 euro a titolo di differenze retributive oltre rivalutazione monetaria e interessi, e al pagamento di un'indennità risarcitoria pari ad otto mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, rigettando per il resto il ricorso (il reintegro)".