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Latina: corruzione e favoreggiamento immigrazione clandestina: 5 misure cautelari

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Cinque misure cautelari, di cui quattro arresti (uno ai domiciliari) e un obbligo di firma. L’operazione «Ascaris», condotta dalla Digos di Latina, ha consentito di smantellare un sistema criminale che favoriva l’immigrazione clandestina. Richieste di denaro, falsi documenti e corruzione. Tutto ai danni dei lavoratori stranieri, in gran parte di nazionalità indiana, costretti a sborsare anche 500 euro per riuscire ad ottenere la documentazione utile a ottenere il permesso di soggiorno. In manette due cittadini indiani e un pakistano, quest’ultimo ai domiciliari, e un impiegato della Prefettura di Latina. Per una quinta persona, con posizione più marginale delle altre, deciso invece l’obbligo di firma.

Nell’inchiesta altri 18 indagati. "Riteniamo di aver disarticolato un sistema dedito alla formazione di falsa documentazione che serviva per regolarizzare stranieri sul territorio nazionale, in particolare indiani, o per chiedere ricongiungimenti familiari con chi era rimasto all’estero», hanno spiegato il questore Michele Spina e il dirigente della Digos Walter Dian nell’ambito di una conferenza stampa. Le indagini - coordinate dal Procuratore Aggiunto della Procura di Latina Lasperanza e dal Sostituto Procuratore Monsurrò - hanno preso il via da due distinte attività investigative: da un lato, l’accertamento effettuato dalla Polizia su un numero elevato e sospetto numero di contratti di locazione fittizi registrati all’Ufficio Anagrafe di Latina, dall’altro, l’interrogatorio di uno straniero di nazionalità indiana il quale aveva riferito che, per ottenere il permesso di soggiorno, si era rivolto su indicazione di alcuni suoi connazionali".