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Il tempo è compiuto

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Alessandro Meluzzi
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Il piccolo brano di Marco (Mc.1,12-15) ci introduce nel tempo liturgico della Quaresima invitandoci a ritrovare la freschezza dell'esperienza della fede in un incontro nuovo con Gesù e con la sua parola. Si tratta di quattro versetti densissimi, che congiungono la conclusione del prologo del Vangelo e l'inizio del ministero di Gesù. Lo Spirito Santo getta Gesù nel deserto e ci resta per quaranta giorni. Il deserto evoca la condizione normale dell'esistenza umana in ogni tempo e in ogni situazione: Gesù è spinto dallo Spirito per entrare senza paura nella complessa ambiguità della storia. Marco descrive tutta l'esistenza umana del Figlio: “Tentato da Satana: stava tra le bestie selvagge e gli angeli lo servivano”. Marco dice che Gesù viveva tutta la sua vita immerso nell'esperienza umana “tentato da Satana”. A differenza di Matteo e Luca, Marco non descrive le tentazioni, semplicemente afferma che l'essere tentato da Satana era la condizione quotidiana della sua vita. “Era tentato da Satana” significa che, come ogni uomo, sentiva continuamente l'angoscia, il desiderio di un'esistenza perfetta nella quale non esista il limite e il male. Adesso può cominciare il ministero di Gesù che viene, annunciando il Vangelo di Dio. Così Marco sintetizza la missione di Gesù. Marco anticipa il contenuto del Vangelo che sarà sviluppato lungo tutta la narrazione successiva: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio si è avvicinato; convertitevi e credete nel Vangelo”. Si tratta di una formula che rielabora le parole di Gesù e le articola perché esprimano tutta la sua proposta essenziale. La conversione richiesta non è un nuovo impegno morale, ma un radicale cambiamento del modo normale di vedere, di pensare, di giudicare e di vivere di fronte all'annuncio di un evento accaduto che dà un senso nuovo a tutto. La conversione è il veder Dio in tutte le cose e imparare a gustarlo. Con la collaborazione di Andrea Grippo