Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

E il Verbo si fece carne

Alessandro Meluzzi
  • a
  • a
  • a

La Chiesa giustamente continua a farci respirare la bellezza del Natale di Gesù, Dio tra noi e con noi. Noi siamo abituati a volte a ricordare eventi di particolare intensità, ma che sono di breve respiro, magari soffocati da oscurità di ogni genere. Ma il grande Evento di Dio, che si fa uno di noi, per riportarci a Casa, il Cielo, nelle braccia del Padre, è una festa che dovrebbe essere di tutti i giorni. C'è nel Vangelo di oggi (Giovanni 1,1-18) un inizio che celebra la solennità di Dio, il Verbo, che si fa carne. Matteo e Luca iniziano il loro Vangelo con la nascita di Gesù, Giovanni invece parte da molto più lontano: l'esistenza eterna di Dio. Dio è la Parola, la Luce e la Vita, diventate uomo per rivelare e comunicare la salvezza a quanti credono in Lui, Unigenito del Padre: "In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste". Il Vangelo di oggi è un "prologo". È una introduzione che serve a dare chiarezza a tutto il resto dell'opera. L'evangelista Giovanni scrive il suo vangelo quasi settanta anni dopo la morte di Gesù. La sua riflessione sul Maestro, sulla sua vita, è davvero intensa. Le parole, i gesti, la morte e la resurrezione di Gesù sono stati meditati a lungo e intensamente dal giovane apostolo. Il Vangelo evoca la discesa della Sapienza: "E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi". Il Verbo divino, che trascende e abbraccia tutti i tempi e tutti gli spazi, si è fatto vero uomo in un preciso momento storico. Ha preso un cuore, un volto e un nome di uomo: Gesù Cristo di Nazaret, detto il Cristo. Si è fatto uomo ebreo, ha fatto proprie una lingua e una cultura particolari, ha avuto una patria e ha amato. Con questo prologo Giovanni ci dice che Gesù è colui che, proprio perché il Figlio di Dio venuto ad abitare in mezzo a noi, è capace di salvare il mondo con la sua vita donata per amore nostro. E noi? Noi vogliamo accogliere con gioia questa Luce, vogliamo essere "voce" come Giovanni che ha testimoniato quello che ha visto e udito di Gesù. * Con la collaborazione di Andrea Grippo