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Servire Cristo e non servirsene

Alessandro Meluzzi
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Due temi si possono cogliere nelle letture di oggi. Il primo è costituito dai tanti inviti alla gioia: "Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annuncio... Io gioisco pienamente nel Signore", dice il profeta Isaia, "e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore" gli fa eco il cantico di Maria, mentre dal canto suo Paolo invita: "Siate sempre lieti". Comune è il motivo di fondo: malgrado le difficoltà di ogni giorno, il cristiano vive nella gioia, perché sa di essere amato da Dio. Il Natale ce lo ricorda: il Figlio di Dio si è fatto uomo per amarci. Il secondo tema (Gv 1,6-8.19-28) è dato dalla figura di Giovanni Battista. Nell'attesa del Messia annunciato da secoli, quel liberatore che sollevasse le sorti del popolo ebraico oppresso dalla dominazione romana, il Battista si era presentato con i tratti descritti dagli antichi profeti: vita austera e predicazione infiammata. Gli sarebbe stato facile far credere di essere lui il Messia. E invece no, quando glielo chiesero egli dichiarò apertamente: "Io non sono il Cristo". "Chi sei, dunque? Che cosa dici di te stesso?" fu la successiva logica domanda, cui egli rispose, citando il profeta Isaia: "Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore". Giovanni si manifestò, dunque, come il precursore, incaricato di annunciare e preparare l'arrivo del Messia, il Cristo atteso: "In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo". La grandezza del Battista sta proprio nel non avere approfittato per sé dell'ammirazione di cui godeva, riconoscendo di essere soltanto l'umile araldo di qualcun altro. A differenza dei tanti che hanno arringato e arringano le folle per il proprio tornaconto, Giovanni Battista si impegnò a beneficio di un altro, ritirandosi nell'ombra non appena realizzato il proprio compito. "Servire Cristo e non servirsene", sembra essere stato il suo motto. Lo stesso dovremmo imparare e riuscire a fare noi che annunciamo la Parola del Signore. * Con la collaborazione di Andrea Grippo