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Rinuncia all'indennità da sindaco per salvare il servizio scuolabus

Luca Feliziani
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Come salvare il servizio scuolabus di un Comune se manca l'autista? Semplice, assumendone un altro. Ma se i soldi per assumere non ci sono? Allora diventa un po' più complicato perché di questi tempi le casse di un comune di 700 anime come quello di Borbona sono costantemente vuote o quasi. E allora serve altro. Serve per esempio la generosità del primo cittadino Maria Antonietta Di Gaspare che ha fatto la cosa più semplice ma anche la più difficile: si è tolta l'indennità (circa 6.500 auro l'anno) e i soldi risparmiati (circa 20.000 euro) hanno permesso al Comune di assumere un autista a tempo determinato. “Poi - dice Di Gaspare - spero anche che quando non sarò più sindaco io il mio successore faccia la stessa cosa”. Non è un caso che la piccola comunità di Borbona se è ancora unita e coesa anche dopo il terremoto lo deve anche a questo sindaco nella vita di tutti i giorni carabiniere-forestale di stanza ad Amatrice. “I problemi, anche quello del servizio scuolabus - spiega - sono nati proprio dopo il terremoto. Avevamo 24 bambini della elementare e della scuola media che prima del sisma venivano accompagnati ad Antrodoco. Dopo le cose sono cambiate, perché alcuni genitori hanno preferito mandare i ragazzi nella scuola antisismica di Montereale in provincia dell'Aquila, ma noi non avevamo un secondo scuolabus e un altro autista”. Il primo problema è stato risolto dal gran cuore della locale società di calcio, il secondo dal gran cuore dell sindaco. “Lo scuolabus è stato messo a disposizione dalla società sportiva che aveva un mezzo che non usava più. Per quanto riguarda l'autista l'unico modo per assumere era quello di tagliare qualche voce di bilancio, ma qui non c'è rimasto più nulla da tagliare, quindi ho deciso di non prendere più i rimborsi da sindaco così da permettere al Comune di assumere un autista a tempo determinato. Perché l'ho fatto? Perché il taglio di quel servizio avrebbe rappresentato l'inizio della fine di Borbona. E questo non poteva assolutamente succedere”. Luca Feliziani