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Gioco d'azzardo, nel 2017 i reatini hanno bruciato 60 milioni

Luigi Spaghetti
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Ludopatia, vera e propria emergenza sociale. A Rieti solo nel 2017sono andati in fumo 59,17 milioni di euro nel gioco d'azzardo. Circa 120 miliardi delle vecchie lire, per intendersi. Numeri scioccanti per una realtà dove il reddito medio procapite è poco più di 20mila euro. Nel comune capoluogo, sempre nel 2017, le giocate procapite sono state 1.247 euro. Rieti è al 1.243 posto su 7954 comuni italiani nella classifica generale. Ma se si considerano le città fino a 50mila residenti, sale la graduatoria posizionandosi al 1150 posto su 7100 comuni. I reatini, tuttavia, sono quelli che giocano meno nel Lazio. A guidare la classifica regionale ci pensa Frosinone con 2.534 euro a testa. Latina 2.074 euro. Viterbo 1.664 euro. E infine la Capitale con 1.476 euro. I dati emergono dalla nuova inchiesta realizzata dal Visual Lab in collaborazione con Dataninja e Effecinque. “L'Italia delle slot 2-Quanto giocano gli italiani”, un progetto che aggiorna e allarga il campo di analisi rispetto ad altri studi.  Nel report, per la prima volta vengono analizzati tutti i dati comune per comune per ogni gioco gestito dai monopoli.  “È una vera e propria emergenza – afferma l'assessore ai Servizi sociali, Giovanna Palomba – sulla quale stiamo lavorando insieme al vicesindaco Sinibaldi. Abbiamo messo in atto una serie d'interventi che sono già al vaglio dell'apposita Commissione. Al momento stiano rivendendo il tutto alla luce della nuova normativa regionale sulla ludopatia. Riteniamo fondamentale anche la prevenzione, per questo nelle prossime settimane, insieme alla delegata Rosati, faremo dei convegni nelle scuole per informare i giovani e non solo”. Ma a cosa giocano di più i reatini? Gli abitanti del capoluogo preferiscono giocare alle Awb (chiamate anche new slot, apparecchi elettronici che accettano solo monete). E nelle quali sono stati buttati più di 26 milioni di euro. Più della metà di tutti i soldi giocati in città. Altri 6,3 milioni se ne vanno per le videolottery (apparecchi che accettano anche banconote, presenti in locali dedicati e consentono giocate e vincite più alte rispetto alle Awb). Seguono le lotterie istantanee (soprattutto i cosiddetti gratta e vinci realizzati con la vendita di tagliandi presso bar, tabaccai eccetera) con 11,50 milioni di euro giocati. I reatini poi non disdegnano di giocare al lotto: 7,8 i milioni di euro. Mentre per il superenalotto sono stati spesi 1,3 milioni di euro. Altri 3,5 milioni se e sono andati per la cosiddetta quota fissa, che ha sorpassato sia le lotterie tradizionali (34mila euro giocati), sia le scommesse in agenzia (492mila euro).  Nell'inchiesta sono inclusi anche i soldi giocati on-line. Le scommesse virtuali sono state più di un milione di euro. In tutto ciò, comunque, c'è un dato in controtendenza. Nel  triennio che va dal 2015 al 2017 sono cambiati due aspetti:  le giocate totali alle macchinette e il numero di apparecchi presenti nel comune di Rieti. Nel primo caso si è passato da un incasso di 34 milioni per il 2015 a 32 milioni per il 2017. Nel secondo caso si è registrato una diminuzione da 412 a 314 slot in città. Numeri che fanno ben sperare.