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Lite in famiglia per la gestione dei figli minorenni: un arresto

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Luigi Spaghetti
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Nella nottata di ieri, nel centro del comune di Scandriglia, due pattuglie dell'aliquota radiomobile della compagnia carabinieri di Poggio Mirteto sono intervenute su richiesta pervenuta al numero di emergenza 112 da parte di una coppia, poiché era in atto presso la loro abitazione un'accesa lite con la figlia trentenne della donna.  Giunti sul posto, i militari hanno constatato che la disputa era dovuta a motivi di natura familiare, per lo più legati alla gestione dei due figli minorenni della ragazza. Dopo circa venti minuti, mentre gli operanti avevano riportato la calma e si stavano allontanando, è arrivato presso la medesima abitazione,  proveniente da Roma ed accompagnato dai propri genitori, il compagno della donna, un cittadino italiano incensurato di 45 anni, chiamato telefonicamente dalla stessa durante il litigio con i parenti. L'uomo si è mostrato da subito alquanto alterato e dopo qualche minuto di animata discussione, ha aggredito il compagno della madre della propria convivente con calci e pugni, ritenendolo il maggior responsabile per la mancata ed immediata consegna dei figli.  I militari, vista la situazione in rapida e pericolosa degenerazione, al fine di dividere i due ed evitare ulteriori conseguenze, si sono messi fra i contendenti, venendo a loro volta aggrediti dal padre dei bambini, il quale al termine di una breve colluttazione è stato ricondotto alla ragione e successivamente portato presso gli uffici della compagnia Carabinieri di Poggio Mirteto, dove al termine dei conseguenti accertamenti, è stato dichiarato in arresto per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, lesioni personali e violazione di domicilio.  Nella circostanza due militari e i due uomini rimanevano leggermente feriti e visitati dai sanitari, hannoriportato lievi abrasioni e contusioni in varie  parti del corpo. L'arrestato al termine delle formalità di rito è stato portato a Romapresso la propria residenza in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell'autorità giudiziaria.