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Legionari dell'antica Roma ospiti del museo archeologico del Cicolano

Luigi Spaghetti
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“L'evoluzione della guerra nell'età antica – armamenti, equipaggiamenti e tattiche militari- dal soldato oplita al legionario di età imperiale”. Le sale del Museo Archeologico del Cicolano,  che custodiscono spade, scudi corazza, lance, armi del popolo guerriero degli Equi, hanno ospitato l'associazione onlus ‘Legio  XXX Ulpia Victrix', dal 1994 nel campo della ricostruzione storica e dell'archeologia sperimentale, collabora con musei italiani ed europei, televisioni (History Channel, National Geographic, Rai3 Ulisse). Riduttivo parlare di rappresentazione o di rievocazione: in assetto di guerra, l'associazione ha tenuto una  lectio magistralis che ha incantato tutti, dando dimostrazione dell'uso delle armi, le posizioni di attacco e difesa. Studi ventennali sull'evoluzione dei combattimenti, dagli opliti ai legionari e ricerche archeologiche, per ricostruire impugnature, elmi, corazze, decorazioni al valore, vestiti e  monili delle dame romane (tessuti personalmente al telaio, seguendo la lavorazione originale). Ognuno ha una sua specializzazione e tutto è ricostruito autonomamente, usando metalli, tessuti e colori originali. L'incontro, incentrato sulle strategie militari, è stato solo un assaggio: c'è da scoprire la cucina, la lavorazione dei metalli, l'abbigliamento, l'idraulica (indispensabile per la formazione del campo di battaglia e la costruzione della città) “la forza di Roma erano le strade (la via Appia era una strada militare), le fognature, gli acquedotti”. L'oplium, scudo tondo pesa veramente 35 chili. Quando si lasciava la ‘città madre' (metropoli), per costruire nuovi insediamenti, il cittadino ‘scendeva in campo' per risolvere i conflitti territoriali in maniera rituale: due schieramenti, con armi da difesa e offesa, lunghe lance, iniziavano la corsa fino allo scontro, spingendo l'avversario con l'oplium, per farlo uscire dal campo di battaglia. Quando iniziarono i conflitti con i Galli e i Sanniti, che non rispettavano le stesse regole, la falange oplitica era troppo lenta e si cambiò tattica con la falange manipolare, le centurie, scudo rettangolare,  armi da lancio. Nel periodo repubblicano il cittadino era consapevole di far parte dello Stato, consoli e senato si equilibravano fra loro. Poi venne l'età imperiale, con la fedeltà del legionario non più alla propria città, ma al proprio generale. E c'è di che riflettere sui tempi odierni. Francesca Sammarco