Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

"Tre e trentasei", il sisma del 24 agosto raccontato nei terribili minuti che seguirono

Francesca Sammarco
  • a
  • a
  • a

"Tre e trentasei” di Fabrizio Colarieti, pubblicato da Funambolo con il sostegno della Cna di Rieti. Dalle prime scosse del 24 agosto al giorno dei funerali: 168 ore, tra salvataggi, distruzione, atti di eroismo descritti nei rapporti solo come “dovere d'ufficio”. Un libro da leggere e regalare (parte del ricavato andrà in beneficenza), con immagini scelte con cura, parole calibrate e non è facile, quando oltre alla cronaca, devi rispettare anche la regola della “giusta distanza”. Una distanza difficile da mantenere quando tocca a te raccontare per primo la distruzione del tuo territorio, la morte di amici, in uno scenario che si mostra “apocalittico”, come riporta la relazione di servizio consegnata al comandante dei vigili del fuoco Maria Pannuti. E qui è il mestiere che arriva in soccorso, quei 21 anni da cronista di giudiziaria, di nera, sempre in prima linea a raccontare la verità e “a fare domande scomode”. Partono a raffica i lanci di agenzia per l'Ansa, titoli secchi che nascondono storie, che Fabrizio tiene nel taccuino, già consapevole che dovranno essere consegnate alla memoria collettiva: il libro è nato quella stessa mattina, per ricordare, per “elaborare il lutto” (Enza Bufacchi Cna) e per raccontare un Paese che nell'emergenza “sa dare il meglio di sé” (Fabrizio Curcio). E' sul dopo che bisogna riflettere: quel “lasciare i mocassini e mettere gli scarponi codificando i comportamenti nell'emergenza, per un salto di qualità” (Sergio Pirozzi) e quel “fil rouge che ci ha legato tutti nel momento dell'emergenza, ma le procedure devono funzionare prima nell'ordinario e poi nell'emergenza” (Curcio).