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Non solo meduse, il nuovo pericolo per chi fa il bagno in mare è questo pesce

Sergio Casagrande
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Con la bella stagione non è di certo una bella notizia. Ma c'è davvero forte apprensione per la comparsa, nei mari italiani di uno sgradito quanto pericoloso e finora a noi sconosciuto ospite: il pesce scorpione. Non bastava infatti l'incredibile proliferazione, registrata negli ultimi anni delle meduse, ora a complicare soprattutto le vacanze dei bagnanti ci si mette questo "nuovo" intruso che può essere anche estremamente pericoloso visto che sono stati registrati perfino casi mortali per la sua puntura. Ma andiamo per ordine: il pesce scorpione, noto anche con il nome scientifico di Pterois Volitans è un pesce di acqua salata che dovrebbe vivere solo nell'Oceano Indiano. Ma da alcuni anni è proliferato anche nel Mar Rosso ed ha raggiunto perfino l'Atlantico fino ai Caraibi. Poi, transitando - a quanto pare - attraverso il canale di Suez  è comparso anche nel Mediterraneo. Ha una capacità riproduttiva e invasiva elevatissima e danneggia pesantemente gli ecosistemi locali. In Italia, alcuni esemplari, sono già stati trovati sulle coste di fronte alla Sicilia. Si tratta ancora di casi isolati, ma l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) avverte che il pesce scorpione è capace di riprodursi così rapidamente che è infatti lecito temere la possibilità di una vera invasione dei mari italiani. Proprio per questo, proprio l'Ispra ha chiesto la collaborazione di tutti, pescatori in primo luogo, affinché vengano immediatamente segnalati, anche semplicemente con una telefonata alla capitaneria di porto, eventuali esemplari di questi pesci. Oltre ad essere pericolosa per gli animali (è voracissima ed è una predatrice eccellente), questa specie può fare danni anche agli esseri umani con i suoi aculei velenosi, lunghi e sottili che si trovano in corrispondenza delle pinne dorsale, anale e pelviche. Questo pesce, infatti, è  ritenuto altamente velenoso: il suo veleno resta attivo anche 24/48 ore dopo la morte della sua preda che, nel frattempo, potrebbe finire accidentalmente sul mercato alimentare. Generalmente, comunque, la maggior parte delle sue punture sono fastidiose e causano gonfiori ed allergie, ma non mancano i casi - seppur sporadici - di choc anafilattici mortali.  Tra gli effetti più comuni si segnalano nausea, vomito, febbre, convulsioni, difficoltà respiratoria e diarrea, insensibilità temporanea delle zone della cute colpite. Nei casi più gravi invece la zona colpita va in necrosi. Il veleno è prodotto da alcune ghiandole caratteristiche del pesce. Se si è stati punti i consigli sono di rimuovere gli aculei, disinfettare e immergere la parte colpita in acqua calda. "Considerata la potenziale invasività e pericolosità della specie - scrive l'Ispra - , chiunque abbia catturato o avvistato un pesce scorpione è invitato a fare una foto e segnalare l'osservazione all'indirizzo: [email protected] E' disponibile anche un gruppo Facebook chiamato ‘Oddfish' sul quale condividere osservazioni di specie esotiche con utenti del mare e ricercatori". L'allarme, comunque, se può consolarci o ancor più preoccuparci, non riguarda solo i mari italiani. Questa specie è già stata segnalata in altre zone del Mediterraneo, soprattutto al largo dell'isola di Cipro. Si è anche scoperto che predilige le coste rocciose. Intanto, a proposito di pericoli in mare, anche quest'anno si teme un'altissima presenza di meduse che, tra l'altro, in Adriatico, nel Tirreno e in tutto il Mediterraneo da un paio di anni stanno anche raggiungendo dimensioni sempre più grandi.