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Sisma. Identificato l'ultimo corpo senza nome: è di una suora reatina

pa.gio.
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Trova un nome anche l'ultimo corpo “senza volto” estratto dalle macerie del terremoto. L'unica salma ancora senza identità nell'obitorio dell'ospedale San Camillo De Lellis è di suor Cecilia Ferri, al secolo Maria Ferri, 79enne originaria di Pescorocchiano ma di fatto nata e cresciuta ad Amatrice. Era lei la madre superiora di quell'istituto femminile “Don Minozzi” dove hanno perso la vita, in tutto, tre suore appartenenti all'ordine delle Ancelle del Signore, e tre ospiti della casa di riposo.   Conosciuta e amata da tutti, suor Cecilia, si trasferisce sin da subito ad Amatrice, prima come ospite dell'istituto (era orfana di entrambi i genitori), poi, dopo aver preso i voti, come suora e istruttrice, fino a prendere le redini di quella che, col passare degli anni, si allontanerà dal ruolo di istituto di formazione e si avvicinerà a quello di casa di riposo.   Il suo corpo è stato estratto dalle macerie nei primi giorni delle operazioni di soccorso, ma poiché il viso era praticamente irriconoscibile la salma è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale De Lellis di Rieti, dove sono iniziate le procedure di identificazione. Ed è stato necessario il test del dna per risalire all'identità della vittima. I risultati, arrivati solo pochi giorni fa, hanno confermato l'accostamento con suor Cecilia, la cui scomparsa era stata segnalata da subito in paese.   Domani mattina il corpo della madre superiora 79enne sarà trasferito presso la chiesa di Santi Filippo e Giacomo, ad Ascoli Piceno, dove alle 10 saranno celebrati i funerali.   “Una donna meravigliosa, una seconda mamma per chiunque abbia frequentato l'istituto”, così la ricordano alcune allieve di suor Cecilia: “Una grande persona, un'insegnante di scuola e di vita, mai una parola fuori posto, o a voce alta, mai un rimprovero. Una grande perdita”.