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Prenotazioni in calo per Ferragosto, si spera nel turismo "mordi e fuggi"

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Luigi Spaghetti
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Meno trenta per cento in media nelle prenotazioni in albergo e nei ristoranti, per risollevare le sorti di questo “magro” Ferragosto si guarda con ottimismo al turismo “mordi e fuggi”. I dati, riferiti dal presidente di Ascom Confcommercio Leonardo Tosti, tracciano della provincia di Rieti un quadro non di certo roseo rispetto nel settore del turismo: alberghi con un segno meno davanti al dato delle presenze e ristoranti che seguono a ruota questo trend, ma le aspettative, seppur ridimensionate nei numeri, sono ancora alte guardando al lunedì di Ferragosto. “Abbiamo condotto un sondaggio andando ad interpellare le principali realtà alberghiere e della ristorazione della provincia - spiega il presidente di ConfCommercio Rieti, Leonardo Tosti - e purtroppo la situazione non è buona. I riflessi dell'economia in difficoltà e del Pil dell'intera nazione che non riesce a decollare sono sotto gli occhi di tutti e, certamente, se c'è da risparmiare le famiglie devono decidere, certamente a malincuore, di limitare più che si può le spese e di questo i primi a risentirne sono i servizi come hotel e ristoranti. Il dato - prosegue Tosti - ci ha effettivamente un po' spiazzato perché, con il calo delle partenze verso le mete estere che solitamente sono le più gettonate nel periodo estivo, ci aspettavamo che un maggior numero di persone scegliesse la nostra provincia come metà di soggiorno, ma purtroppo così non è stato”. Forse anche per colpa delle previsioni meteo incerte, dunque, i turisti non hanno prenotato nelle strutture reatine ma ora, quando il clima ha deciso di dare segnali rassicuranti e con la festività ormai alle porte, l'associazione e gli esercenti confidano molto nei risultati del turismo “mordi e fuggi”. “Da sempre - prosegue Leonardo Tosti - la nostra provincia è meta dei tanti che, per diverse ragioni non sono andati fuori città, e con questo mi riferisco ai tanti romani che scelgono da anni una struttura della Sabina, del Cicolano come anche della Valle Santa e del Terminillo, come meta per una gita giornaliera. E questo soprattutto per i ristoranti. Ci auguriamo che anche quest'anno questo trend venga confermato”. Insomma il lungo “ponte ferragostano” potrebbe risollevare le sorti di un settore, quello del turismo, nel quale Rieti cerca affannosamente di trovare la sua dimensione magari sfruttando le enormi potenzialità di un territorio ricco e variegato dal punto di vista paesaggistico.