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Umbilicus italiae, è "guerra" tra Rieti e Narni

Luigi Spaghetti
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C'era una volta Rieti Umbilicus Italiae. Già, perché quello che la città si è "conquistata" come vuole la tradizione fin dai tempi dei latini sembra essere stata messa nuovamente in discussione dalla vicina Narni. E dalla cittadina umbra questa volta sembrano davvero fare sul serio. "Il centro d'Italia è qui!" affermano spavaldi supportati anche da uno studio che un perugino ha compiuto basandosi su carte militari. Insomma le coordinate indicherebbero in un bosco vicino Narni il vero e inconfutabile centro geografico d'Italia. Alla faccia della caciotta posizionata a piazza San Rufo e della lapide marmorea multilingue che lo annuncia ai visitatori di tutto il mondo. È da quelle parti sono talmente convinti di questo che già l'amministrazione comunale narnese si sta organizzando per valorizzare un antico ponte di origine augustea e trasformarlo in attrazione turistica: ecco a voi il..."ponte del centro d'Italia". Altro che piazzetta. Insomma tra Rieti e Narni (senza dimenticare che anche Foligno e Orvieto hanno provato a rivendicare il loro personalissimo centro d'Italia) sembra essere scoppiata l'ennesima disputa geografica-turistica-politica. Una storia vecchia a dire il vero, rilanciata da un servizio del tg1 delle 20 di domenica scorsa, che viene presa più o meno seriamente dai più, ma che ogni tanto torna alla ribalta e non solo per motivi di campanile. In Umbria la questione è molto sentita tanto da occupare le pagine dei giornali locali e i siti online. Per non parlare della disputa che si è scatenata sui social network tra narnesi e reatini. Ora la parola passa ai nostri cari amministratori che risolta la crisi di giunta (e con un assessore in più in squadra) potranno competere ad armi pari (e forse più) con i loro colleghi narnesi e rivendicare la centralità geografica di Rieti riconosciuta dagli antichi latini Marco Terenzio Varrone, Virgilio e Plinio. Staremo a vedere.