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Fara in Sabina, ancora un rinvio per la mozione sulla gestione del servizio idrico

Paolo Di Basilio
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Fara in Sabina, ancora un rinvio per la mozione sulla gestione del servizio idrico. Dopo aver rimandato praticamente per metà anno il dibattito pubblico su Acqua Pubblica Sabina – basti ricordare che la richiesta di convocare addirittura un consiglio comunale ad hoc sulle problematiche del servizio idrico da parte della minoranza consiliare risale al 18 dicembre 2019 -, l'amministrazione di Fara Sabina prende altro tempo, in pratica, prima di esporsi in qualsivoglia maniera sulla situazione Aps, che proprio negli ultimi giorni sta scatenando polemiche a non finire in tutta la provincia di Rieti. Nel corso della seduta di consiglio telematica dell'altro il gruppo “Fara Bene Comune”, promotore dell'iniziativa, ha chiesto al consiglio di approvare un documento condiviso finalizzato ad esprimersi in via istituzionale nei confronti della società, alla quale richiedere chiarimenti in merito ad alcune conclamate storture del servizio, e soprattutto della sua fatturazione, anche sul territorio farense. E invece così non è stato, dal momento che l'assise, riuscendo in questo caso a mantenere la maggioranza, si è riservata il diritto di pensarci su. Ancora una volta. Per approfondire leggi anche: Il sindaco di Roccasinibalda: "Aps va trasformata in società consortile" “Credo che sia a dir poco assurdo che il secondo Comune della provincia di Rieti, e quindi, per dimensioni, il secondo ambito di attività di Aps, non si esprima su quanto sta accadendo – tuona il consigliere del gruppo di minoranza “Fara Bene Comune”, Danilo Maestri – abbiamo chiesto all'amministrazione di trattare questa questione delicata e purtroppo ancora irrisolta, e invece nulla è stato detto. E soprattutto fatto. E intanto, nel silenzio generale, le tariffe del servizio idrico, dal 2017 ad oggi, sono passate da 38 centesimi a 57 centesimi a metro cubo, le bollettazioni dell'acqua sono arrivate anche in piena emergenza Covid, mentre alle famiglie veniva meno ogni tipo di liquidità, sul territorio ci sono ancora migliaia di contatori rotti che ancora causano una fatturazione stimata che genera, a sua volta, danni all'ente e alle famiglie. Trovo inaccettabile – prosegue Maestri - che i costi di gestione degli allacci o delle volture non vengano ancora rivisti, pur essendo esorbitanti rispetto a qualsiasi altra utenza. E' a tutti questi problemi che chiedevamo risposte, a nostro avviso necessarie e dovute. Ma che ancora non arrivano”. Paolo Giomi