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Fara in Sabina, la mozione di sfiducia non arriverà in Consiglio. Basilicata è salvo

Paolo Di Basilio
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Fara in Sabina, la mozione di sfiducia non arriverà in Consiglio. Basilicata è salvo. La mozione di sfiducia presentata dai consiglieri di minoranza non approderà in aula, né il prossimo 8 giugno, né (probabilmente) nei prossimi consigli comunali. L'atto, infatti, è stato respinto non per questioni temporali, ma per un calcolo percentuale che, secondo legge, avrebbe dovuto essere accompagnato, per i numeri di Fara Sabina, da almeno 7 consiglieri comunali, e non 5 come i rappresentanti dell'opposizioni. Per questo il provvedimento non approderà in aula. Provvedimento che, con ogni probabilità, non sarebbe stato comunque votato dai consiglieri di maggioranza, andando incontro a respingimento certo. Per approfondire leggi anche: Il sindaco convoca i dissidenti Pericolo scampato, dunque, per il sindaco Davide Basilicata, che nel frattempo ha teso la mano alle due frange dissidenti della maggioranza, aprendo la strada del dialogo. “Abbiamo posto le nostre posizioni, ribadendo la necessità di confrontarsi sui temi e sui contenuti della prossima azione amministrativa, e la volontà, comunque, di portare l'amministrazione alla sua scadenza naturale – spiega il capogruppo di Fara 3.0, Roberta Cuneo, con toni ben più soft di quelli utilizzati nella conferenza stampa post-dimissioni dei suoi assessori dalla giunta – dal nostro canto c'è la volontà di collaborare, come c'è sempre stata, a patto che ci si confronti su alcune questioni che riteniamo fondamentali”. Le parti si sono aggiornate ad un nuovo incontro a stretto giro, forse già alla fine di questa settimana. Paolo Giomi