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Crisi a Fara in Sabina: il sindaco convoca i dissidenti per disinnescare la mozione di sfiducia

Paolo Di Basilio
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Crisi a Fara in Sabina: il sindaco convoca i dissidenti per disinnescare la mozione di sfiducia. L'incontro del 4 giugno tra il sindaco Davide Basilicata, i capigruppo di Fara 3.0, Roberta Cuneo, e di Fratelli d'Italia, Simone Fratini, e (forse) i due assessori dimissionari, Paola Trambusti e Giacomo Corradini, potrebbe decidere (e probabilmente deciderà) le sorti del futuro politico di Fara Sabina. Si è preso poco più di 10 giorni, il sindaco, dallo strappo del gruppo Fara 3.0 che, di fatto, gli ha tolto la maggioranza dalle mani. Aprendo, in principio, scenari da titoli di coda, con tanto di annunci sussurrati (e poi ufficialmente smentiti) di mozioni di sfiducia e dimissioni in massa, per portare alle urne il secondo Comune della provincia già dal prossimo autunno, visti i tempi ampiamente possibili annunciati dal Ministero dell'Interno. Per approfondire leggi anche: Corradini e Trambusti escono dalla giunta Poi la situazione è entrata in una fase di stallo, gli assessori dimissionari hanno preso tempo, e il sindaco, dalle iniziali parole di fuoco, è parzialmente tornato sui propri passi, preferendo – e la convocazione di oggi lo conferma – un passo verso la strada del dialogo. Ma chi avrà realmente voglia di dialogare? E su quali argomenti? Nei loro interventi pubblici sia quelli di Fara 3.0 sia quelli di Fratelli d'Italia hanno ripetuto più volte di non essere interessati ad incarichi e poltrone. Ergo, nessun rimpasto in giunta all'orizzonte. Viceversa, il confronto dovrà essere fatto sui temi, in particolare quelli del bilancio. Ma come, dal momento che, secondo quanto si apprende, l'impalcatura del documento finanziario per il 2020 è già, di fatto, prestabilita? Senza contare che più di qualcuno (in primis Fratelli d'Italia) ha già ribadito di voler restare sulle proprie posizioni. Che succederà allora? Basilicata tenderà la mano ai suoi ex colleghi di maggioranza (come è probabile), cercando un compromesso che permetta all'amministrazione di arrivare a fine mandato? Oppure il confronto sarà epilogo della crisi, e quindi prologo della campagna elettorale per le comunali anticipate all'autunno del 2020? Se ne saprà di più in serata. Paolo Giomi