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Coronavirus, le zone rosse in Sabina prorogate fino a Pasquetta

Luigi Spaghetti
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Le due zone rosse della Sabina resteranno chiuse fino al 13 aprile. La decisione è stata presa dalla Regione Lazio, che in un'ordinanza emanata nelle ultime 24 ore decide di prorogare i termini delle rigide restrizioni imposte ai Comuni di Fondi (Latina), e appunto Nerola e Contigliano, fino al lunedì di Pasquetta. Raccogliendo, sul territorio, reazioni diverse e discordanti. Perché se da una parte il Comune di Fondi, nel pontino, è quello che in un certo senso ha di fatto “richiesto” la proroga, alla luce dei risultati ottenuti dalle recenti indagini epidemiologiche, e se a Contigliano il prolungamento delle restrizioni cambia poco o nulla, essendo il termine spostato di sole 48 ore (Contigliano, in quanto ultima zona rossa decretata in ordine cronologico, avrebbe riaperto i suoi confini l'11 aprile), chi resta nel mezzo è proprio Nerola, Comune in cui il prolungamento delle restrizioni peserà e non poco. Lo dice senza mezzi termini la sindaca di Nerola Sabina Granieri: “Quando l'assessore regionale D'Amato mi ha chiamato, anticipandomi la notizia del prolungamento delle restrizioni, inizialmente sono rimasta un po' interdetta – commenta la prima cittadina di Nerola – perché alla luce dei buoni risultati che stanno venendo fuori dalle indagini epidemiologiche sulla nostra comunità non riuscivo a comprendere la necessità di una proroga che, per il nostro territorio, vuol dire allungare le restrizioni di quasi una settimana. L'assessore ci ha chiesto questo ulteriore sforzo, poiché come Regione Lazio è stato deciso di allineare tutte le 3 zone rosse. Accettiamo con grande fatica, e non nascondo anche con un po' di malessere da parte della comunità nerolese questa decisione – prosegue la sindaca Granieri – nella speranza che i risultati dei nostri screening possano essere d'aiuto, e che questo momento di emergenza possa terminare al più presto. E in effetti a Nerola, fatta eccezione per i casi dentro la residenza “Maria Immacolata”, si sono registrati pochissimi contagi, e comunque tutti legati alla casa di riposo, il che lascia intendere ad un quadro sanitario non più così preoccupante. Intanto ieri, nel borgo al confine tra le province di Roma e Rieti, è tornato il caravan dell'equipe specializzata dell'Ordine dei Medici di Roma e dell'Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, per proseguire i monitoraggi sulla popolazione del borgo sabino. Proprio come aveva richiesto la sindaca 24 ore prima. Paolo Giomi