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Coronavirus, turni di 12 ore per medici e infermieri: “Siamo in guerra e stiamo combattendo”

Paolo Di Basilio
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Coronavirus, turni di 12 ore per medici e infermieri: “Siamo in guerra e stiamo combattendo”. Queste le parole dell'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, durante una delle videoconferenze della task-force regionale Covid-19. Se in questa guerra ci sono degli eroi in prima linea, sono sicuramente infermieri, medici e operatori sanitari che affrontano 12 ore di lavoro indossando tute, mascherine e guanti che tolgono solo al termine di turni infiniti e massacranti nei reparti di terapia intensiva, medicina, chirurgia, cardiologia e neonatale del De' Lellis. Leggi anche: Coronavirus: Un contagiato a Stimigliano, famiglia in quarantena   “Non è semplice lavorare completamente bardati e con le mascherine – dice Francesco Frabetti Cgil sanità – a volte anche con gli occhiali protettivi, soprattutto in reparti dove, vedi terapia intensiva, quando si entra non si può più uscire fino a fine turno. Le immagini che vediamo circolare in questi giorni di infermieri e medici con il volto segnato dagli occhiali e dalle mascherine non sono 'fake' ma realtà, per questo come comparto, durante un incontro con l'ASL avevamo espresso il nostro parere parere negativo proprio sull'impiego delle 12 ore, pur capendo la difficoltà del momento, ma in linea di principio la Cgil tutta non è d'accordo e la nostra linea è chiara: tutto ciò potrà durare il tempo necessario dell'emergenza perché il personale è sottoposto ad un lavoro realmente devastante”. Per Marino Formichetti, Uil Sanità, “i turni da 12 ore sono stati scelti per permettere al personale di avere poi maggiore riposo oltre che per far muovere meno persone all'interno del reparti. Inoltre ciò permetterà, in caso di un'emergenza maggiore, di avere a disposizione medici ed infermieri in più. Ricordo che tale turnazione è applicata in tutto il Lazio con un carico di lavoro maggiore che riguarda soprattutto il pronto soccorso e i reparti di rianimazione e malattie infettive quelli più legati alla gestione del Covid-19 anche se va sottolineato che, proprio per l'applicazione di precisi protocolli, al pronto soccorso gli accessi sono decisamente diminuiti. La cosa importante è che anche il nostro territorio sarà pronto se ci dovesse essere un'emergenza sanitaria e necessità di ulteriore personale”. “Sono state attivate le 12 ore – dice Sandro Antonacci, Cisl Sanità - perché secondo gli esperti il personale, stando meno giorni all'interno dei reparti porta ad un contenimento dell'epidemia e con questa scelta di turnazioni, si cerca di ridurre il contagio tra lavoratori visto che un turno di 12 ore porta poi a tre o quattro giorni di riposo. In pratica con turni più brevi si alternerebbe più personale sanitario all'interno del De' Lellis, soprattutto nei reparti dove in questo momento c'è più bisogno come medicina, neonatologia, cardiologia, pronto soccorso e terapia intensiva”.