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Pacco bomba a Passo Corese, indaga l'anti terrorismo

Luca Feliziani
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Il caso del plico esplosivo anonimo inviato nel fine settimana ad una storica famiglia di Passo Corese finisce all'interno di una maxi-indagine che vede coinvolti esperti anti-terrorismo di carabinieri e polizia, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma. Con quello di Fara Sabina sono saliti a undici i plichi esplosivi consegnati nei giorni scorsi a Roma e in alcune località del Lazio, una serialità che porta gli investigatori ad ipotizzare una “mano unica”, o comunque un coordinamento, dietro le consegne dei pacchi sospetti. L'ultimo dei quali recapitato nel centro di Passo Corese. Conferme arrivano anche dalla composizione delle lettere, e dalle modalità del loro assemblaggio, tutte uguali in ogni caso: si tratta di buste gialle di formato A3, con in alto a destra una fila di tre francobolli, e con le lettere di destinatario e mittente scritte al computer, per evitare ogni possibilità di rintracciare eventuali calligrafie. All'interno dei plichi un mini-ordigno artigianale di semplice fattura, composto da un modico quantitativo di polvere pirica, facilmente reperibile in qualsiasi emporio, o estraibile da un banale “botto” di capodanno