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I vandali devastano un negozio gestito da famiglia cinese

Luca Feliziani
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L'altra faccia dell'emergenza Coronavirus. Quella più becera, stupida, forse anche più cattiva. Quella di chi, senza alcun valido motivo, se la prende con le comunità cinesi residenti sul territorio, che nella maggior parte dei casi – come ad esempio questo – sono pressoché scollegate dalle realtà della madrepatria, dalla quale sono lontani ormai da decenni. Ma non per questo vengono considerati, per qualche incomprensibile ragione, meno “colpevoli” (se poi davvero c'è una colpa) della pandemia globale generata dal virus Covid-19. Tanto che nelle ore scorse un negozio di articoli da regalo gestito da una famiglia cinese residente nel Comune di Fiano Romano è stato preso d'assalto da ignoti, che l'hanno preso a sassate, danneggiando la vetrata esterna, e gettando montagne di rifiuti davanti alla sua porta. Un gesto inqualificabile, immediatamente condannato dall'amministrazione comunale del borgo tiberino: “Voglio immediatamente stigmatizzare l'atto vandalico che ha visto come vittima un negozio che ha come proprietari dei cittadini cinesi – ha stigmatizzato il vicesindaco di Fiano Romano, Davide Santonastaso - questo è un episodio non solo di ordinaria delinquenza, ma che esprime un'importante componente di razzismo e di ignoranza.