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Viterbese-Rieti, il derby laziale si giocherà senza pubblico sugli spalti

Luigi Spaghetti
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Lo sport in questo periodo storico è totalmente nel caos. La diffusione del Coronavirus in Italia. Martedì sera il comitato scientifico aveva lanciato la proposta di cessare le manifestazioni sportive per trenta giorni. Da quel momento si sono aperti due scenari: il primo appunto quello di sospendere qualsiasi tipo di gara, l'altra è giocare a porte chiuse per un mese intero. Una proposta che alla fine è diventata legge, con il passaggio ufficiale alle due camere. Nella giornata di ieri anche il ministro Spadafora è stato chiaro: “Campionato avanti, ma a porte chiuse”. Una conseguenza che può colpire nel breve termine anche il Rieti calcio. La squadra di mister Caneo, domenica sarà impegnata nel derby (in trasferta) contro la Viterbese. Già all'inizio di questa settimana si parlava di un possibile slittamento per problemi legati allo stadio “Enrico Rocchi”, ma nelle ultime ore sta avanzando l'ipotesi – almeno sono questi i rumors che filtrano - di disputare i 90 minuti a porte chiuse, senza pubblico.  Nel frattempo il lavoro del tecnico sardo va avanti. Ieri mattina al Gudini intenso allenamento di quasi tre ore per migliorare in primis il sistema di gioco – il 3-4-3 – e in seconda parte quello che non è andato nelle prime due uscite da quando Caneo è tornato sulla panchina. Il Rieti domenica ha l'obbligo di fare punti, meglio ancora se sono tre invece di uno. Il tempo scorre, le giornate di campionato passano e le chance per conquistare un posto nei playout diminuiscono sempre di più. Rimangono nove finali per sperare nel miracolo, perché di ciò si tratterebbe, e tentare di rimanere in questa categoria per il terzo anno di fila. Se così sarà, la squadra amarantoceleste che potrà contare su Marchi poi avrà bisogno di resettare tutto e ripartire con un progetto serio, ma soprattutto con una programmazione da squadra professionista, visto che si trova nel terzo campionato più importante d'Italia.