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Rieti, Centro Alzheimer a rischio chiusura: ecco le proposte per salvarlo

Luigi Spaghetti
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Corsa contro il tempo per salvare il Centro Diurno Alzheimer di Cantalice. Nell'aula consiliare del Comune di Cantalice si è svolto un incontro alla presenza dei dipendenti del Centro Diurno Alzheimer e molti familiari dei malati ospiti. Per la presidente dell'Amar, Andreina Ciogli, “c'e Molta preoccupazione perché a causa del taglio regionale dei fondi per l'Alzheimer, sono disponibili per il Centro Diurno solo 82mila euro, mentre tutti ormai sappiamo che il costo reale della struttura è di 245mila Euro all'anno: mancano ‘soltanto' 163mila euro” sottolinea Andreina Ciogli, di Amar. Erano presenti anche il sindaco di Cantalice, Silvia Boccini, l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Rieti avvocato Palomba ed il direttore ad interim del Consorzio Sociale di Rieti, Matteocci. “Sono stati informati i presenti sullo stato dei fatti e sulle possibili soluzioni. La più rapida e praticabile è cercare fondi non spesi o residuati da progetti fatti in ambito sociale negli anni precedenti, nell'ambito del territorio del Montepiano Reatino. Insomma, quello che si fa in tutte le famiglie in un momento di difficoltà economica; si cerca nei cassetti chiusi, nelle tasche di vecchi abiti, nelle borse riposte della passata stagione se c'è qualche soldino dimenticato. Qualcosa si trova sempre. A questo punto si chiede alla Regione Lazio il permesso di spenderli per un altro progetto (richiesta già fatta dal Consorzio ma non ancora autorizzata). In questo modo, forse, raschiando a fondo ben bene tutto il barile, si potrebbero trovare circa 100 mila euro; ma, come abbiamo visto, non bastano. A questi però, si potrebbero aggiungere quei contributi per l'assistenza infermieristica che l'Asl di Rieti si era impegnata, in un protocollo firmato con le parti, a dare al Centro e che, a partire dal 2017, in modo unilaterale e senza dare alcuna giustificazione, non ha più versato. Questo, forse, permetterebbe di superare indenni il 2020, e poi? A partire da gennaio 2021 il problema si ripresenterebbe” aggiunge Amar. “Allora la soluzione, prospettata da Matteocci e dai politici presenti, potrebbe essere trovata nell'integrazione socio-sanitaria; cioè il centro diurno non dovrà più essere solo una struttura ‘sociale” ma, svolgendo anche una funzione di riabilitazione, dovrà essere considerata una struttura socio-sanitaria. Questo, in un paese normale, sarebbe ovvio, ma non dimentichiamo che siamo in territorio laziale. Il sostegno e la partecipazione attiva dei lavoratori del CDA e dei familiari degli ospiti è importante, come la loro determinazione a difendere questo servizio; sicuramente si potrà contare su quei politici presenti all'incontro, che, del resto, hanno sempre supportato e difeso il nostro Centro; speriamo di poter contare anche sui nostri rappresentanti politici a livello regionale. Comunque, mantenere il CDA di Cantalice è un atto dovuto perché lo stesso svolge un servizio essenziale per i malati di demenza; ricordiamo ancora che è l'unico Centro Diurno dedicato, presente in ambito provinciale. Invitiamo tutti, lavoratori e familiari a tenere “alta la guardia”. Da parte di Amar la promessa di vigilare ed informare tutti” conclude Andreina Ciogli presidente di Amar.