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Palazzine ex Pegaso, dopo la caldaia rotte anche le fogne

Luca Feliziani
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Non bastava la spada di Damocle dello sfratto ed i riscaldamenti ancora oggi staccati. Ora anche il letame invade le vite delle 90 famiglie dei 5 palazzi di Via Salaria 162 a Monterotondo Scalo. Non c'è pace per gli inquilini degli appartamenti popolari gestiti dal Comune di Roma. Negli ultimi giorni, infatti, il piazzale dove gli abitanti parcheggiano le loro auto o che attraversano semplicemente per uscire in strada è invaso dai liquami che escono dai tombini. Il problema è il solito, lo stesso relativo ai riscaldamenti. Dato che la vecchia proprietaria degli immobili, la Pegaso, è fallita nessuno si occupa più della manutenzione degli stabili. Richiedere ed ottenere degli interventi è estremamente difficile, almeno così raccontano i residenti. Il collettore del condominio, infatti, sarebbe intasato e negli anni si è formata un'occlusione che, periodicamente, causa lo straripamento dei liquami. Insomma, in un periodo in cui tutti raccomandano ai cittadini di lavarsi le mani per paura di contagi ed infezioni queste persone, per la maggior parte anziane, vivono a pochi metri da distese di feci. Come ricordato, da metà febbraio circa le 90 famiglie che, allo stato attuale verranno sfrattate o trasferite entro novembre se l'asta fallimentare dovesse andare a buon fine, sono anche senza riscaldamento. La caldaia che scalda i vari appartamenti è rotta e nessuno interviene. Le famiglie, quindi, sono costrette addirittura a comprare bombole del gas in maniera autonoma per poter cucinare. Come per la fogna, la caldaia dovrebbe essere riparata dalla Pegaso. Quindi, almeno per ora, niente riscaldamenti e, a quanto pare, anche niente igiene. Gli inquilini hanno fatto presente la situazione al Comune di Roma e, per conoscenza, anche al sindaco di Monterotondo Riccardo Varone con la speranza che si arrivi presto a risolvere i vari problemi e di conseguenza porre fine ai disagi degli inquilini.