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Centro storico di Rieti tappezzato di manifesti, Costini: "Il sindaco tolga pure questi"

Luca Feliziani
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Manifesti sfondo bianco e scritta nera "L'omofobia non è un'opinione” campeggiano in molte vetrine del centro di Rieti. Non è noto l'autore, anche se la scritta è accompagnata da un logo, un pugno dentro al simbolo transgender. “Un ignoto Pasquino in salsa reatina ci spiega come funzione la democrazia in Italia. Essere contro il gay pride non è un'opinione, ma un atto di omofobia, ovverosia odio nei confronti degli omosessuali se ben traduciamo il neologismo inventato dai cultori del politicamente corretto; mentre negare o giustificare il massacro di decine di migliaia di italiani nelle foibe, è un'opinione, e come tale non soggetta a critiche”: lo scrive Area Rieti con Chicco Costini sulla vicenda dei manifesti apparsi in centro quest'oggi, 13 febbraio. “Considerando che contemporaneamente nella nostra Nazione viene messo a processo il leader dell'opposizione per aver fatto da ministro quello che aveva promesso in campagna elettorale, la situazione comincia a preoccuparci. Uno Stato in cui esistono posizioni indiscutibili, lobbies intoccabili, associazioni che hanno sempre ragione, in cui la magistratura mette a processo chi ha idee differenti, diventa un regime. E come tale va affrontato. Ci auguriamo almeno che il Sindaco, che prontamente ha fatto de affiggere il manifesto di Area Rieti contro l'Anpi, utilizzi lo stesso criterio nei confronti degli anonimi Lgbt. In realtà ne siamo sicuri, perché sappiamo che almeno Lui non si è mai piegato alla logica del pensiero unico” conclude Area Rieti.