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Rieti, la sagra delle lenticchie di Rascino diventa di "qualità"

Luca Feliziani
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La ‘sagra delle lenticchie di Rascino' promossa e organizzata dalla Pro loco di Fiamignano da ben 48 anni, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “Sagra di Qualità” dell'Unpli (Unione nazionale delle pro loco d'Italia). Lo rende noto il presidente della Pro loco Bruno Creazzo, che il 20 gennaio si recherà in Senato, insieme al sindaco Carmine Rinaldi e Bernardino Adriani, membro del direttivo, per ritirate la certificazione e il marchio, che dal 2020 identificherà e darà valore aggiunto alla sagra. La cerimonia inizierà alle 10 in Senato, con la presentazione e la consegna del marchio, pranzo nel ristorante del Senato, visita guidata a Palazzo Madama e all'aula legislativa. Le 28 pro loco premiate nel 2019 si ritroveranno a Piazza Navona alle 10, fra loro anche quella di Canepina (Viterbo), che si è qualificata con ‘le giornate delle castagne'. Il marchio “è una porta d'ingresso per scoprire i territori, in un momento in cui questo fenomeno è in costante crescita e nel quale non mancano speculazioni e punta a identificare e certificare quegli eventi che hanno uno stretto legame con il territorio e le produzioni locali” sottolinea Antonino La Spina presidente Unpli. I requisiti necessari all'attribuzione del riconoscimento sono la promozione degli operatori locali nel settore enogastronomico e turistico e la storicità di almeno 5 anni. La richiesta di valutazione deve essere inviata 180 giorni prima dell'evento, cui seguono un'analisi della documentazione e una verifica sul campo. “Per una piccola realtà come la nostra è una grande soddisfazione aver partecipato a una manifestazione nazionale e aver ottenuto un riconoscimento che dà lustro anche a tutta la provincia – dichiara Creazzo – eravamo stati avvisati da Sebastiano Sechi, responsabile del dipartimento ‘Sagra di qualità', che due delegati avrebbero partecipato alla sagra. Siamo impegnati da sempre per la promozione delle realtà produttive locali, la nostra lenticchia ha il marchio Slowfood, ma le nostre iniziative sono rivolte anche alla tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, come la chiesa della Madonna del Poggio. Insieme alla Curia vescovile abbiamo già avviato e finanziato lo studio preliminare per indagini conoscitive per ulteriori lavori di restauro e abbiamo ottenuto dalla Soprintentenza l'autorizzazione a proseguire per il restauro dell'altare maggiore”.