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Dopo il blitz antidroga in Sabina il sindaco plaude alle forze dell'ordine

Luigi Spaghetti
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Uomini e donne di qualsiasi età e provenienza, compresi minorenni e donne incinta o con neonati al seguito. Tutti pronti a rifornirsi di cocaina nella “piazza di spaccio” aperta a Montorio Romano da un gruppo di cittadini marocchini, che con l'aiuto di una donna italiana avevano messo in piedi un vero e proprio sistema consolidato di compravendita della polvere bianca. Fino all'intervento dei carabinieri della compagnia di Monterotondo e della stazione di Nerola, che nella mattinata del 30 dicembre scorso, al termine di un'indagine durata oltre un anno, hanno arrestato l'intero gruppo criminale.   Emergono particolari inquietanti dalle carte dell'inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Tivoli, che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e ambientali, radiolocalizzazione di veicoli utilizzati dagli indagati e videoriprese a distanza. Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari si legge di oltre 50 episodi di spaccio “certificati”, con 14 persone segnalate presso la Prefettura di Roma come assuntori di droga.   Il tutto, o quasi, avveniva tramite la finestra di casa del vertice dell'organizzazione: marito e moglie, lui cittadino marocchino e lei italiana, che attendevano nell'intero arco della giornata, e anche di notte, nella propria abitazione di Montorio, trasformata in quello che può essere definito un vero e proprio “drogashop h24”. In altri casi lo spaccio avveniva o nei pressi delle abitazioni degli altri arrestati, che questi ultimi si avvicinavano alla finestra della coppia capofila e ricevevano un maggior numero di dosi con il compito di venderle per strada e restituire poi i proventi, sempre tramite la solita finestra.   Un plauso pubblico ai magistrati e alle forze dell'ordine è stato espresso dal Comune di Montorio Romano e dal sindaco Di Bartolomeo, che in una nota denuncia “i recenti fatti di cronaca che hanno portato il nostro territorio alla ribalta delle cronache nazionali come lesivi della dignità dei cittadini di Montorio Romano. Chiediamo che questi individui vengano definitivamente allontanati dal territorio comunale, in quanto è dichiarato che  gli stessi,  incuranti dei provvedimenti cautelari  ‘continuavano a vendere cocaina'. Chi vuole delinquere lo faccia a casa propria, dal momento che le persone sottoposte agli arresti sono sempre le stesse, cittadini stranieri da tempo noti alle forze dell'ordine e oggetto di numerosi arresti”.   Paolo Giomi