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Sulla crisi del Mercatone Uno scende in campo il Comune

Luigi Spaghetti
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Sulla crisi dei lavoratori del Mercatone Uno di Capena scende in campo il Comune tiberino. Una delegazione amministrativa, capitanata dal sindaco Roberto Barbetti, è stata ricevuta negli uffici della Regione Lazio. Dove, assieme ai rappresentanti dei lavoratori dell'ex centro commerciale, chiuso dallo scorso 18 maggio al pari di tutti gli altri 54 punti vendita in Italia, e alle sigle sindacali di categoria, si è tornati a parlare della delicata questione, alla presenza dell'assessore regionale alle politiche del Lavoro, Claudio Di Berardino, e al presidente della commissione lavoro in consiglio regionale, Eleonora Mattia. “Questo incontro – fa sapere il sindaco Barbetti - era stato richiesto all'unanimità da tutto il consiglio comunale di Capena, per trovare soluzioni atte a salvaguardare il reddito e il lavoro di chi già nel corso degli anni precedenti, a causa della crisi aziendale di Mercatone Uno, aveva sostenuto grandi sacrifici economici. Alcuni hanno addirittura perso il posto di lavoro. Si è richiesto alla Regione Lazio e al Ministro dello Sviluppo Economico e Lavoro di mettere in atto tutte le misure concrete di tutela e di sostegno economico per lavoratori famiglie che ora si trovano in grave difficoltà – prosegue Barbetti - resteremo in stretto contatto con i lavoratori per sostenere i loro diritti, affinché al più presto venga trovata una soluzione positiva”. Al momento, in attesa che dai tavoli istituzionali venga trovata ed intavolata una strategia per il rilancio del marchio emiliano, il cui fallimento di fine maggio ha comportato la chiusura improvvisa (e non comunicata ai dipendenti) di tutti i punti vendita, con il conseguente “blocco” di tutti i 1800 addetti impiegati nelle strutture, è stata avviata la cassa integrazione per tutti i dipendenti dell'azienda, che verrà erogata fino alla fine dell'anno. “La nostra priorità è sempre stata quella di poter offrire risposte ai lavoratori coinvolti in questa drammatica crisi – ha ribadito l'assessore regionale Di Berardino – quella della cassa integrazione non può essere però la soluzione, bisogna continuare a lavorare con altrettanta celerità affinché possano essere ricercate tutte le soluzioni per salvare i punti vendita e dare così continutà occupazionale ai lavoratori”. Che è poi la speranza dei 22 dipendenti del presidio di Capena. Che attendono ancora notizie dai tavoli ministeriali. Paolo Giomi