michele cucuzza bianco e nero

Quel santuario che non è della 'ndrangheta

15.09.2017 - 16:03

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’Ndrangheta con il rosario in mano, addio. Il santuario della Madonna di Polsi, dove i boss facevano i summit tristemente famosi grazie alle immagini dell'indagine 'Crimine', non è più cosa loro. Lo annuncia il vescovo di Locri e Gerace, mons. Francesco Oliva: telecamere dappertutto, controlli sull'identità dei pellegrini che vogliono soggiornare nei paraggi del luogo sacro nell'Aspromonte e, al posto della statua della Vergine cui i capi delle 'ndrine fingevano devozione per mercanteggiare intanto delitti e strategie criminali, dall'8 ottobre farà da monito il busto di don Giuseppe Giovinazzo, prete antimafia assassinato dai sicari delle 'ndrine proprio lì, il primo giugno 1989. L'effige di tufo della madre di Gesù sarà ricollocata in una posizione più interna, a disposizione di chi vorrà invocarla sul serio e non servirsene come copertura. A porre fine a uno scandalo che durava da troppi anni un uomo minuto, dalla voce pacata, che non la manda a dire: 'la 'ndrangheta non può appropriarsi della simbologia religiosa' ammonisce mons. Oliva. 'Mi ha dato sempre fastidio questo abbinamento tra santuario di Polsi e mafia' afferma il Vescovo, 'ma è inutile negare che la presenza pervasiva delle 'ndrine da quelle parti è stata sempre forte: i mafiosi ne hanno fatto un loro simbolo. Questo luogo deve tornare ad essere un punto di riferimento esclusivamente spirituale, come lo è già a livello popolare, per tutta la gente che affronta il disagio di un viaggio difficile tra strade dissestate e sentieri malmessi per vivere momenti di preghiera nel cuore della spiritualità mariana del meridione. E' mio dovere tutelare la sacralità di questo luogo sottolineando che anche la Chiesa ha pagato con il sangue la sfrontatezza della 'ndrangheta: accanto al busto in memoria di don Giovinazzo nell'anfiteatro del santuario, dall'8 ottobre una lapide ricorderà che quel sacerdote è stato assassinato da 'disonorata mano mafiosa'. La statua della Madonna sarà ricollocata in un luogo interno, più dignitoso: la 'ndrangheta non può usare i simboli religiosi per attrarre consensi . Nelle mani delle cosche quei simboli non hanno nessun significato religioso, è solo strumentalizzazione di una devozione spontanea, popolare. A meno che i mafiosi non depongano le armi e si pentano'.
I segnali del cambiamento sono concreti, dalla videosorveglianza dell'area alla registrazione come negli alberghi dei pellegrini che vorranno soggiornare nelle strutture di accoglienza del santuario, al concorso sulla legalità che ha coinvolto migliaia di studenti della Locride e che sarà ripetuto ogni anno. Iniziative che fanno seguito alle dimissioni di don Pino Strangio, rettore per più di 20 anni del santuario, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa , sostituito dal vescovo con don Antonio Saraco, parroco di Ardore. La Chiesa fa pulizia, adesso tocca allo stato, ecco l'appello di Mons. Oliva: 'Occorrerà un esame di coscienza per capire il perché di questa facile conquista di Polsi da parte della 'ndrangheta. Intanto, subito, bisogna liberarlo dall' isolamento fisico che ha favorito la criminalità, che notoriamente vuole conquistare i territori, a prezzo di sangue, faide, sottosviluppo: l'illegalità ferma lo sviluppo. Le istituzioni diano a Polsi una strada dignitosa e sicura: ancora l'altro giorno una donna è morta in macchina, in fondo a un burrone. L'attesa è diventata insopportabile, nessuno può più dire: non sapevo'.

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