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A.A.A. turisti cercansi a Roma

Michele Cucuzza
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E' presto per fare stime precise ma l'intensificarsi delle azioni terroristiche in Europa, dalla strage di Nizza del 14 luglio in poi, sta già pesando anche sui flussi turistici in Italia. “La paura c'è” conferma Tommaso Tanzilli, responsabile Federalberghi di Roma e Lazio: “il Dipartimento di stato americano ha emanato una circolare per sconsigliare di viaggiare soprattutto in Europa in questo periodo se non per ragioni indispensabili. E c'è un calo anche dal nord Europa, in particolare negli ultimi giorni, con cancellazioni e mancate prenotazioni. Il turismo è un termometro immediato della psicologia della gente”. Eppure, malgrado altri recenti periodi critici come dopo le stragi di novembre scorso a Parigi, le presenze dei turisti in Italia hanno fatto registrare un più 3-4% nel 2015 rispetto all'anno precedente in tutta Italia: tendenza confermata anche per il 2016, con la significativa eccezione di Roma. “C'è un sistema paese che tiene nonostante le sue criticità” spiega Tanzilli “lungo i mille chilometri della nostra penisola abbiamo concentrate le montagne più belle del mondo, il mare tra i più affascinanti in assoluto, impareggiabili bellezze artistiche, architettoniche, archeologiche, enogastronomiche. Roma, con il suo brand universalmente riconosciuto, ha sempre fatto da traino all'economia turistica del paese: da qualche tempo a questa parte invece, purtroppo, è in controtendenza, ferma a crescita zero. Effetto del combinato disposto del terrorismo e del Giubileo”. Sull'anno santo Tanzilli dà i numeri che dissolvono luoghi comuni duri a morire: “il Giubileo del 2000, considerato un clamoroso successo anche mediatico, in realtà ha fatto avere a Roma soltanto poco più del 5% di presenze turistiche in più rispetto all'anno precedente. Sono solo i fedeli ad arrivare a Roma per un evento del genere, gli altri rinviano. Stavolta non c'è stato nemmeno questo incremento, anzitutto perché è stato annunciato per la prima volta che il Giubileo lo si può celebrare a casa propria , poi perché si sente ancora la recessione globale, infine per la paura di attentati nella capitale del cristianesimo”. Ed ecco, a proposito di effetto terrorismo, i dati di Federalberghi: “fino al Bataclan, nel novembre 2015, quindi ancora prima del Giubileo, le presenze turistiche a Roma crescevano del 4%. Subito dopo gli attentati di Parigi è cominciata la discesa, fino alla calma piatta degli ultimi mesi. Questo mentre nel resto del paese il calo dovuto al terrorismo era stato rapidamente recuperato, almeno fino a qualche settimana fa”. Per quanto riguarda Roma Tanzilli mette in conto anche una certa immagine negativa che la capitale ha dato di sé: “dai funerali di Casamonica ad agosto, ai maiali in giro per strada, alla metro che si ferma, ai servizi che non funzionano, tutto questo non ha certo aiutato il turismo”. Che avrebbe bisogno invece di qualcosa apparentemente semplice: “che la città funzioni bene per i propri cittadini. Dai trasporti alla pulizia, se le cose vanno bene per i residenti, andranno bene anche per i turisti. E' quello che faremo presente alla nuova amministrazione. Cui chiediamo anche un forte impegno per la legalità e contro l'abusivismo: il turista non può essere stalkerato da quando arriva a Fiumicino dal tassista senza licenza, passando per la ricettività abusiva fino al finto centurione che ti mette le mani addosso se la mancia non è alta”. Tornando al terrorismo, il direttore di Federalberghi non esclude scenari nuovi : “il mondo si adegua a tutto, è possibile che prima o poi si inneschi il meccanismo psicologico della convivenza. Pensiamo a Tel Aviv, in Israele: da decenni è considerata una delle città con più attrattive al mondo, di notte i ragazzi girano tranquillamente da un locale all'altro, eppure è una città a rischio terrorismo continuo. Hanno imparato a essere più attenti, a percepire immediatamente tutti i segnali d'allarme e hanno flussi turistici estremamente consistenti”. [email protected]