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Coronavirus, il sindaco di Fara: "Prelievi su stipendi pubblici e pensioni oltre 1.500 euro". Bufera sul web

Paolo Di Basilio
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Coronavirus, il sindaco di Fara: "Prelievi su stipendi pubblici e pensioni oltre 1.500 euro". Bufera sul web Un post su Facebook che ha l'ambizione di essere una proposta di un sindaco al Legislatore nazionale, ma che invece si trasforma in un'autentica polveriera sul territorio, con polemiche a non finire. A poco più di 24 ore dalla pubblicazione del pacchetto di misure a sostegno delle attività economiche del territorio, che ha riscosso approvazione e plausi su tutto il territorio di Fara Sabina, il sindaco Davide Basilicata getta un'autentica bomba sulle piazze sociali del Comune, rendendo pubblica la proposta di “un trasferimento temporaneo di reddito che deve interessare tutti gli stipendi pubblici e le pensioni che superano 1500 euro netti mensili. Compreso il mio. Un taglio orizzontale, per 6 mesi, per un valore di 10 miliardi dalle pensioni e 15 dagli stipendi pubblici. Una cifra che coprirà sia il sostegno al reddito per due-tre mesi ai 6 milioni di autonomi, parametrando l'importo alla loro ultima dichiarazione dei redditi, sia l'erogazione di altre misure quali bonus da 1000 euro mensili esentasse per il milione di lavoratori della logistica, della sanità, della distribuzione che oggi si trovano in prima linea”. In sostanza, togliere al “pubblico” per dare al privato, alle partite Iva, ai commercianti, agli autonomi che mai come in questo periodo stanno vivendo un momento di grande difficoltà. Per approfondire leggi anche: Il Comune azzera la Tari per il coronavirus Nel concreto, Basilicata vuole proporre al legislatore nazionale un “tetto a 1500 euro netti mensili alle pensioni e agli stipendi pubblici per sei mesi. I soldi risparmiati saranno girati direttamente sui conti correnti delle partita Iva, parametrando gli importi sulla loro ultima dichiarazione dei redditi. È un modo drastico ma rapido che permette immediata liquidità nelle tasche degli autonomi”.   COMMERCIANTI: “IDEA SBAGLIATISSIMA” Apriti cielo. Nelle centinaia di commenti che appaiono sotto il post del primo cittadino, piovono critiche a non finire, ma anche qualche richiesta di chiarimento, e alcune attestazioni di condivisione nei confronti dell'iniziativa. Ma è generale il malcontento nei confronti della proposta, non solo dagli stessi commercianti, autonomi e partite Iva del territorio – qualcuno, più accalorato, critica apertamente e in prima persona, mettendoci la faccia, lo stesso Basilicata – ma anche da esponenti di punta della stessa maggioranza consiliare di centrodestra. FRATINI: “RISCHIO GUERRA TRA POVERI” Non le manda a dire, per esempio, il capogruppo di Fratelli d'Italia Simone Fratini, che commentando il post di Basilicata, attacca direttamente lo status di “non coniugato” del primo cittadino di Fara Sabina: “A mio modesto parere – scrive Fratini - i tuoi 2mila euro mensili guadagnati da te single non possono essere equiparati alla stessa cifra incassata dal padre di famiglia con moglie, due/tre figli a carico, magari in età scolare, e un mutuo o affitto da pagare ogni 5 del mese. Probabilmente Davide riuscirà a sopperire alla decurtazione del suo compenso, mentre il capofamiglia arriva a stento a soddisfare i bisogni dei suoi cari anche senza il taglio da te auspicato. Tra l'altro,oggi, molti dei cosiddetti, 'garantiti' che hanno un reddito superiore ai 1.500 euro sono coloro che in questo periodo sono stati in prima linea e cioè medici, infermieri e forze dell'ordine”. BERTINI: “SINDACO DEVE TACERE” Ancora più sibillino il consigliere, sempre di maggioranza, Fabio Bertini, che punta dritto contro il sindaco, senza se e senza ma: “Credo che prima di farsi grandi con gli stipendi degli altri bisognerebbe anche metterci qualcosa del proprio – tuona il consigliere leghista - in tutti questi anni da consigliere non ti ho mai visto rinunciare ad una minimissima parte dei tuoi emolumenti. Al contrario di chi magari percepiva solamente i gettoni di presenza. Quindi per cortesia taci che è meglio”. MAESTRI: “APPELLO NON CONDIVISO” Dal canto suo l'opposizione di Fara Bene Comune, rappresentata dal consigliere Danilo Maestri, prende le distanze dalla proposta del sindaco: “Mi sento di non condividere il suo appello nel momento in cui lei è il primo ad ‘avventurarsi in banalità' definendo 6 milioni di autonomi ‘ridotti alla fame' – scrive l'esponente della minoranza - mi permetto di lasciare qui la mia personale idea che riguarda il taglio degli stipendi della pubblica amministrazione ma non indistintamente di tutti i dipendenti, ma soltanto di quelle categorie e di tutta la classe politica di ogni ordine e grado. Sul capitolo pensioni dovrebbero contribuire al trasferimento tutti quei baby pensionati (fortunati nel passato ad aver sfruttato una legge iniqua) e pensionati d'oro della politica, delle banche e delle partecipate statali”. LA TORRE SHOW Ma per certi versi è quello di Tony La Torre, ex assessore ai lavori pubblici della giunta comunale, ed ex braccio destro fidato consigliere dello stesso Basilicata, l'intervento più forte di giornata: “Sono costretto a scendere in campo – scrive il coordinatore comunale di Forza Italia in un videomessaggio su Facebook – per prendere nettamente le distanze dalla proposta del sindaco Davide Basilicata, che vorrebbe decurtare le pensioni di chi per tutta la vita ha lavorato, riuscendo ad accantonare qualcosa, o ancor di più decurtare gli stipendi dei pubblici dipendenti, tra cui figurano anche le forze dell'ordine, che giorno e notte lavorano per difendere la nostra incolumità, i docenti e presidi delle scuole, anche loro in prima linea per garantire l'istruzione ai nostri ragazzi. So benissimo – continua La Torre – che i nostri cittadini, soprattutto quelli più colpiti da questa emergenza, hanno bisogno di un aiuto concreto, ma non è certo questa la via. Cominciamo magari a tagliare qualche spreco, andiamo a bussare alle porte di questa Europa che sempre chiede e che mai dà”. Paolo Giomi