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Coronavirus, a Fara in Sabina Fratelli d'Italia propone di sospendere la tassa per il suolo pubblico

Paolo Di Basilio
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Coronavirus, a Fara in Sabina Fratelli d'Italia propone di sospendere la tassa per il suolo pubblico L'imminente “fase 2” annunciata dal Governo preoccupa, e non poco, anche il tessuto commerciale del Comune di Fara Sabina, che per volumi è secondo soltanto a quello di Rieti capoluogo. E dove, da giorni, titolari e gestori delle piccole e medie attività commerciali, gli artigiani, i lavoratori autonomi, si confrontano e si interrogano sul presente, ma soprattutto sul futuro, delle rispettive attività. E se, soprattutto, di futuro si può ancora realmente parlare. L'allarme lanciato dal presidente di Confcommercio Lazio Nord, Nando Tosti, ha usato toni durissimi nei confronti di un provvedimento, quello del Governo, che rischia di rappresentare una “condanna a morte” per l'intero tessuto commerciale, o per gran parte di esso. Per approfondire leggi anche: Quattro persone guarite a Rieti E anche la politica locale si interroga sulla necessità di preservare quello che per più di mezzo secolo ha rappresentato il cuore pulsante dell'economia farense. E di quella coresina in particolare, dove si concentra la maggioranza delle attività del secondo Comune della provincia. Per il prossimo primo giugno ci sarà la riapertura di molti locali pubblici, tra cui bar e ristoranti. "Le nuove norme restrittive – commentano i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia, Simone Fratini e Chiara Costantini - obbligheranno gli esercenti al distanziamento interpersonale, e il contingentamento della clientela. Molti locali possiedono spazi esigui, che non permetterebbero ai titolari delle attività di poter essere operativi come prima. E' necessario quindi supportare le nostre attività commerciali per poter ripartire. Sarebbe opportuno, a nostro avviso, eliminare quei tributi che in questo momento appaiono solo pesanti balzelli inutili. Consideriamo impopolare, infatti, chiedere a bar e ristoranti di pagare l'occupazione di suolo pubblico, in quanto, con le normative che verosimilmente verranno applicate, potranno ospitare molti meno clienti. Per questo motivo richiediamo il suolo pubblico gratis per un anno a bar e ristoranti che operano nel territorio. Sarebbe un altro piccolo segnale per dimostrare che l'amministrazione è dalla parte delle attività commerciali che investono sul territorio”.