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Lega come M5s: a scuola anche i bimbi non vaccinati

Massimo Bitonci il giorno del giuramento

Secondo i deutati di Matteo Salvini non si possono punire i bimbi non vaccinati, ma solo i genitori che dovcranno pagare una multa se non in regola con le vaccinazioni

franco bechis
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La data non è freschissima, risalendo al 7 maggio scorso, epoca in cui il governo gialloverde non era ancora stato formato. Ma il testo della proposta di legge è stato stampato solo questa settimana e invece di essere cestinato è stato inviato alle commissioni di merito. Porta la firma di Massimo Bitonci, oggi sottosegretario al MEF, di Lorenzo Fontana ministro della Famiglia e di altri 30 deputati della Lega, quindi ha il suo peso politico. E' sui vaccini, e sembra una fotocopia delle norme che avevano agitato il M5s che poi è stato costretto alla retromarcia. E' una modifica al decreto legge del governo di Paolo Gentiloni che vietava l'iscrizione alla scuola dell'infanzia ai bambini non in possesso della documentazione sulle vaccinazioni sostenute o da sostenere entro breve tempo. E non è una modifica da poco, perché se passasse in Parlamento stabilirebbe che è impossibile vietare l'ingresso a scuola dei bimbi non vaccinati o comunque non in possesso della documentazione necessaria. E lo si stabilisce con le stesse obiezioni che all'epoca aveva fatto il ministro della pubblica istruzione, Valeria Fedeli, che poi fu costretta a una marcia indietro: il diritto all'educazione non può essere messo in discussione dalle vaccinazioni. Bitonci e i leghisti sostengono per altro che ci sarebbe impar condicio fra i bimbi non in regola di età compresa fra 0 e 6 anni il cui accesso a scuola verrebbe impedito, e i minori fra 6 e 16 anni che nelle stesse condizioni potrebbero andare a scuola con la legge che punirebbe solo i loro genitori attraverso un a sanzion e amministrativa pecuniaria fra 100 e 500 euro. I leghisti sostengono che il divieto di accesso a scuola senza vaccini violerebbe l'articolo 2 della Costituzione e punirebbe ingiustamente i bambini invece dei loro genitori, che sono quelli che hanno fatto la scelta. Non avrebbe senso nemmeno differenziare fra scuola dell'obbligo e scuola dell'infanzia perché “l'articolo 34 della Costituzione stabilisce che la scuola è aperta a tutti”. La grana vaccini dunque si ripresenta con tutte le polemiche che seguiranno...