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Acqua, il Cam pronto a "chiudere" i rubinetti in otto Comuni del Cicolano

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Francesca Sammarco
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Consorzio acquedottistico marsicano, una storia infinita. "Zingaretti moroso, il Cam chiude nuovamente l'acqua". Lo avevamo scritto appena una settimana fa a proposito dei costi sostenuti dal Comune di Borgorose, che per affrontare l'emergenza idrica del novembre scorso, a seguito delle riduzioni effettuate dal Cam, aveva impegnato 3.960 euro per l'approvvigionamento con autobotti (il Comune chiederà il rimborso alla Regione Lazio). Il sindaco Mariano Calisse aveva ragione nel non sentirsi tranquillo: "Non so se il contenzioso economico con la Regione Lazio è stato definitivamente regolarizzato". No, non lo è stato e continua il ricatto, che passa sulla pelle dei cittadini e sulle casse comunali con un comunicato, quasi un bollettino di guerra, della dirigenza del Cam (presidente Paola Attili, amministratore delegato, Giuseppe Venturini, consigliere di gestione, Armando Floris) "impegnata a 360° nella caccia ai morosi. La Regione continua a non pagare l'acqua in arrivo dall'Abruzzo, costringendo il Cam a richiudere i rubinetti ai 9 Comuni del Basso Reatino: Borgorose, Collalto Sabino, Collegiove, Fiamignano, Marcetelli, Nespolo, Pescorocchiano, Petrella salto e Camerata Nuova". L'ultimatum inviato dalla società abruzzese all'amministrazione Zingaretti (girato anche ai prefetti dell'Aquila e Rieti) fissa al 20 di aprile il tempo massimo per pagare almeno le ultime due rate (ottobre-dicembre 2015/gennaio-marzo 2016) per complessivi 600mila euro (il debito della Regione Lazio è di circa 2milioni di euro). "Senza riscontri concreti (il bonifico della Regione Lazio) ridurremo la fornitura idrica del 50% ai 9 Comuni del Cicolano e questa volta non basteranno chiacchiere, né impegni verbali degli amministratori laziali", avverte l'amministratore delegato, che si dice "addolorato per le conseguenze che ricadranno sui cittadini". Il ritorno alla fornitura normale avverrà solo con l'arrivo dei soldi nelle casse del Cam, poiché "La politica aziendale della società di gestione, sia per un elementare principio di equità, che per la concreta necessità di pagare gli stipendi dei 132 lavoratori e dei nostri fornitori, in particolare quelli dell'energia elettrica, non contempla sconti per nessuno, tantomeno per un ente importante come la Regione Lazio". Il Cam sembra ormai aver imboccato una strada obbligata, quella di far pagare l'acqua a tutti in base al consumo reale "senza più sconti per nessuno: scelta obbligata per salvare la società ridotta a mal partito dal vecchio "modus operandi" della politica".