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Sarà un Sant'Antonio "spogliato" quello esposto venerdì a Sant'Agostino

Andrea Niccolini
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“Sant'Antonio ‘si spoglia', per essere vissuto nella sua sostanza. Così sarà per la statua del santo: esposta nella semplicità del saio francescano essa ci avvicina all'aspetto essenziale della vita”. Queste le parole del vescovo di Rieti Domenico Pompili a due giorni dall'esposizione della statua del santo nella basilica di Sant'Agostino. “Quest'anno ‘Sant'Antonio' sarà diverso” aggiunge. Ed ha ragione perché è la prima volta, dal 1926, che la processione dei ceri non attraverserà le vie cittadine con la macchina del santo portata dai 'fratelli', non ci saranno le infiorate, né i fuochi d'artificio che ogni anno chiudono i festeggiamenti del giugno antoniano. Per un città intera, fedeli e non, sarà una mancanza, un pezzo di tradizione radicata che nemmeno le due guerre mondiali hanno fermato tanto che nel 1944, l'esposizione del santo avvenne una settimana dopo il bombardamento del quartiere Borgo avvenuto il 6 giugno. Una catena che si spezza invece, in questo 2020, a causa di una pandemia che ha portato all'impossibilità di stare insieme, di condividere uno degli appuntamenti più sentiti dalla città intera.