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Rieti, torna la Ztl per aiutare bar e ristoranti. L'ex assessore Ubertini: "Ora tutti la pensano come me"

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Paolo Di Basilio
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Rieti, tona la Ztl per aiutare bar e ristoranti. L'ex assessore Ubertini: "Ora tutti la pensano come me" L'ex assessore della giunta Petrangeli, Carlo Ubertini, che sulla pedonalizzazione aveva condotto durante quegli anni una strenua battaglia, è intervenuto dopo che l'amministrazione comunale ha svelato il progetto di pedonalizzare, dalle 18 in poi durante l'estete, un tratto di via Garibaldi per permettere a bar e ristoranti di mettere i tavoli fuori". Per approfondire leggi anche: La Ztl tornerà d'estate, ma solo dalle 18 in poi Queste le sue parole: "Registro con particolare compiacimento la volontà dell'attuale amministrazione di ripristinare i segmenti di ZTL precedentemente rimossi. Quando, a nome della giunta Petrangeli, sulla base della mia formazione etico-ambientale ed in forza del mio ruolo di delegato alla mobilità in quanto assessore all'ambiente, promossi la pedonalizzazione del centro cittadino, declinai una scelta culturale in linea con l'avanzamento di civiltà. Oggi le motivazioni di quella scelta trovano alimento dalle indicazioni della comunità scientifica, la quale, oltre a rilanciare la complessiva nocività dell'inquinamento, sta progressivamente dimostrando il collegamento di quest'ultimo con la diffusione di Covid 19, così come per altri virus, sia in termini di trasporto, sia in termini di penetrabilità in organismi, per di più già minati anche dall'inquinamento stesso. Al fianco, tuttavia, di scelte culturali, ora irrompono necessità razionali, che per regole comportamentali dettate da esigenze sanitarie, impongono l'adozione di misure atte a fronteggiare le crescenti difficoltà economiche. E' il caso di ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie e quant'altro rappresenti le braccia di quell'organismo dell'accoglienza che, in una città vocata al turismo, agroalimentare, ambientale e religioso, non può risultare mutilato. Per queste strutture, oggi limitate nell'utilizzo dei propri spazi interni, vanno necessariamente resi disponibili spazi esterni, che solo una virtuosa riconsiderazione delle aree pedonali, così come stava verificandosi anche prima della pandemia, può concretamente garantire. A questo punto non rimane che favorire, così come pensato in origine, una città diffusamente permeata dalle suddette attività, in grado di salvare se stesse e, nel caso del centro storico, attraverso se stesse e la loro appetibilità, determinare benefici a tutti gli altri esercizi. La direzione in tal senso riguadagnata dall'attuale amministrazione, quindi, è quella giusta, salvo osservare, nella sostanza, che mentre prima, in nome di presunti interessi delle attività commerciali, si colpì la pedonalizzazione del centro cittadino, oggi, per gli stessi motivi, si ripristinano spazi di pedonalità soppressi. Il filosofo direbbe 'tutto scorre' ma, è il caso di dire, quantomeno fino a ieri".