Helen Mirren a Roma: "Credo nel grande potere dell'immaginazione"

Ha presentato "La vedova Winchester", in sala dal 22 febbraio

13.02.2018 - 18:00

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Roma (askanews) - Helen Mirren lotta contro i fantasmi nel suo ultimo film, "La vedova Winchester", diretto da Michael e Peter Spierg, nei cinema dal 22 febbraio. L'attrice premio Oscar, a Roma, ha spiegato che questo thriller sovrannaturale è ispirato alla vera storia di Sarah, misteriosa ereditiera della famiglia produttrice di armi, che trasformò la sua casa californiana in una gigantesco labirinto. Nel film questa casa è infestata dai fantasmi morti a causa di un'arma Winchester.

"Non credo nei fantasmi, crederò nei fantasmi quando ne vedrò uno. Credo però nel grande potere dell'immaginazione umana, credo nel potere del credere, diciamo. Ritengo peraltro che l'essere umano debba ancora fare un lungo viaggio, che siamo soltanto all'inizio di questo percorso di scoperta sul funzionamento dell'immaginazione umana, sul nostro cervello, su cosa sia lo spiritualismo, lo spirito. Diciamo che sono un'agnostica".

Mirren è rimasta affascinata da questa misteriosa donna, sempre vestita di nero, che si ritirò dalla vita pubblica dopo la morte del marito, non uscendo mai di casa. La sua dimora è ancora visitabile, e l'attrice ci è entrata.

"Era una persona, dal punto di vista psicologico, estremamente interessante da tentare di capire, di penetrare. Anche se alla fine questo è un film sui fantasmi, quindi non ci siamo spinti molto oltre. Ho pensato molto a lei, ho cercato di andare in profondità nell'analizzarla, ma comunque attorno a lei c'è un mistero".

Il film è anche, in una seconda lettura, un film contro le armi. E lady Mirren a questo proposito ha detto: "In America c'è una cultura delle armi, e non credo che finirà, e non ne vedo in realtà nemmeno una giustificazione, tranne, ovviamente, quella economica. Ma d'altra parte molti Paesi sviluppati sono colpevoli, compreso il mio, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, la Cina, la Russia, la Germania, l'Italia, la Francia. Tutti quanti vendono armi a Paesi in via di sviluppo, nazioni instabili o ai signori della guerra.

Credo che siamo tutti colpevoli, è molto facile puntare il dito contro gli Stati Uniti, ma credo che dovremmo essere tutti coscienti di quali siano le nostre responsabilità".

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