Welfare, Cerrato (Casagit): determinante ruolo sanità integrativa

"Le casse devono potersi aprire guardando a nuove alleanze"

17.07.2017 - 20:00

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Roma, (askanews) - Daniele Cerrato, presidente appena rieletto della Casagit, la cassa di assistenza sanitaria integrativa dei giornalisti, affronta negli studi di askanews quelli che sono gli scenari di un nuovo welfare integrativo, le cui linee sono già evidenti, ma che vede ad esempio proprio le casse sanitarie alle prese con la sfida di rilanciare il proprio ruolo aprendosi ad altre categorie.

"Il ruolo della sanità integrativa è determinante, per una popolazione che, purtroppo nel caso dei giornalisti si va restringendo e quindi obbliga a cercare alleanze e a guardare fuori dai confini - dice Cerrato -. La nostra cassa ha 43 anni e nasce nel momento in cui il sistema di mutue lascia il passo al servizio sanitario nazionale, in quel momento nasce la casagit per volontà del sindacato. E nasce con l'intento particolare, cioè rispondere ad eventuali problematiche proprio del servizio sanitario nazionale. Ecco che allora come categoria decidiamo di dotarci di un altro tipo di mutua. Da questa visione iniziale, oggi dobbiamo ribaltare tutto: le casse di assistenza sanitaria, che sono numerose, devono trovare il modo per allargare le loro platee, perchè se non riescono ad intervenire laddove il servizio sanitario nazionale non riesce più ad intervenire, non si parla dei LEA ma per le malattie o interventi che pur non andando direttamente ad interagire con l'aspettativa di vita vedono però la necessità di essere risolte in tempi brevi".

Dal focus Casagit ad una riflessione su tutto il comparto della sanità integrativa:

"Le casse esistenti devono come detto potersi aprire, potersi allargare. Perchè hanno già un meccanismo, come nel nostro caso consolidato di 43 anni, con pratiche tutte svolte all'interno della Casagit, con 70 dipendenti. Non siamo un'assicurazione e non vogliamo esserlo. Non ci interessa entrare in competitizione con le assicurazioni, che possono agire su popolazioni o singoli, mentre noi agiamo sempre su chiavi contrattuali. Ma è chiaro che le casse devono potersi aprire, ed è questo il progetto che noi abbiamo - conclude Cerrato -. Abbiamo fatto un'intesa con Confcommercio, una con il Fasie, per altri 50 mila dipendenti del settore energetico, però a questo punto dobbiamo fare un altro passo, cambiare la natura della Casagit e farla diventare ad esempio una società di mutuo soccorso, nella quale altre popolazioni possono intervenire. E nel fare questo lavoro ci siamo aperti con Casagit Servizi ad altre popolazioni, e poi siamo passati dall'altra parte del tavolo. Cioè abbiamo cominciato anche a dare delle risposte offrendo servizi sanitari, con un Poliambulatorio aperto a tutti, dal cittadini che passa lì davanti e ha bisogno di una prestazione così come a tutte le altre casse o assicurazioni che hanno una convenzione stipulata con il Poliambulatorio. Nel Nord Europa da sempre soggetti come le nostre casse gestiscono interi ospedali, cliniche, poliambulatori. Noi siamo stati i primi ad avere il coraggio di buttarsi in questa sfida difficilissima, saranno determinanti i prossimi 4 anni, ma credo che non possa non avere un futuro, quando da una parte la sanità pubblica è costretta a ridurre il suo perimetro e dall'altra la gente ha bisogno comunque di avere delle tutele sanitarie".

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