Piante da record nel Frutteto della biodiversità

Piante da record nel Frutteto della biodiversità

Realizzato da Fondazione Fico e Arpae

21.05.2018 - 11:45

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Bologna, 21 mag. - (AdnKronos) - Dal noce più vecchio d'Europa al cipresso piantato da San Francesco fino ad arrivare al Fico più grande del continente. Sarà inaugurato domani, in occasione della Giornata internazionale della biodiversità, il 'Frutteto della Biodiversità' che Fondazione Fico e Arpae hanno realizzato piantando i gemelli dei patriarchi da frutto e forestali più significativi d’Italia. L'evento si terrà alle 13.00 alla Fondazione Fico di Bologna, Spazio 118 del Parco agroalimentare Eataly World.

Fra le 15 piante scelte fra le varie regioni d’Italia e messe a dimora a Fico ve ne sono alcune da primato nazionale, come il mandorlo più grande d’Italia che si trova a San Giovanni Rotondo in Puglia, con i suoi 4,6 metri di circonferenza misurati a 1,3 metri da terra e l’età stimata di circa 300 anni. Sotto la sua chioma, a Coppa Cicuta, pascolano ogni giorno le capre. E il pero più grande d’Italia che si trova a San Severino Lucano in Basilicata, con circonferenza di oltre 4 metri e 3 secoli di vita. Ma soprattutto c’è il noce più anziano d’Europa e più grande d’Italia: vive a Poggiodomo in Umbria ed è caratterizzato dalla straordinaria circonferenza di oltre 5 metri che ancora fruttifica.

Non poteva mancare il fico della Badia di Cavana nel parmense, anziano oltre 800 anni, con una chioma che raggiunge la superficie di circa 300 metri quadrati ed è senz’altro la più vasta del continente. Sempre in Emilia Romagna troviamo il Cipresso di San Francesco, a quota oltre 800 anni: è dimorato nel Convento dei Frati minori di Villa Verucchio a Rimini e si narra sia stato piantato proprio da San Francesco, cui deve il nome.

Sono 15 le regioni italiane rappresentate nel Frutteto: per la Lombardia c’è il Loto di Maleo, con frutto simile ai cachi, anziano 200 anni con circonferenza estesa 4 metri. Per il Piemonte troviamo il Melo grande Alessandro, bicentenario, posizionato a Crevacuore (Biella), con frutti di polpa aromatica. La Sardegna è presente con il Fico d’India Longifoglia, pianta secolare di origine texana, salvata dall’estinzione grazie al recupero negli orti botanici sardi.

La Sicilia è presente con l’Acerone dei Nebrodi, una spettacolare pianta che vive a 1800 metri sulla vetta dei Nebrodi, nel comune di Cesarò. Per la Calabria troviamo la secolare Vite Mantonico, per la Basilicata il Pero Pastore di S Severino Lucano vecchio oltre 300 anni. Dalla Campania ecco la Vite di Taurasi, bicentenaria e dal Molise il millenario Olivo di Venafro (Isernia), con fusto a circonferenza di oltre 5 metri.

Per l’Abruzzo troviamo il Fico di Fossacesia - Chieti e per il Lazio il Melograno di Roma, plurisecolare: ha dimora dietro la Scala Santa della Basilica di S. Giovanni in Laterano. Dal Trentino Alto Adige ecco il Melo di Fondo: ha 220 anni e la sua circonferenza misura 2,3 metri. Cresceva in Val di Non, lo ha salvato dall’estinzione il recupero del germoplasma custodito dall’Associazione Patriarchi della Natura.

Il Frutteto è parte della Rete dei Frutteti della Biodiversità realizzata da Arpae in Emilia-Romagna, prima rete a livello nazionale, che comprende 7 giardini in tutta la regione. Il Frutteto della Biodiversità intende essere una 'banca della memoria' per preservare le varietà in estinzione. Basti pensare che negli ultimi 50 anni sono scomparse dal pianeta circa 300.000 varietà vegetali, e si stima che un quinto circa delle specie vegetali ed animali potrebbe non sopravvivere a lungo.

Il Parco agroalimentare più grande al mondo, spiega Andrea Segrè, presidente della Fondazione Fico per l’Educazione alimentare e alla Sostenibilità, "offre l’occasione per seminare nei giovani e coltivare in tutti i cittadini la cultura della biodiversità. L’obiettivo è adesso di promuovere visite e iniziative che valorizzino questo modello di conservazione genetica. E con Caab è attivo il Premio internazionale Bologna Award per la produzione agroalimentare sostenibile, con un’attenzione speciale e, da quest’anno con una categoria dedicata, alla biodiversità".

In sinergia con Fico Eataly World, con Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e con il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale domani alle 10, nell’Arena Centrale di Fico prenderà il via il convegno nazionale “Frutti dimenticati e agrobiodiversità: risorse da salvare”.

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