obitorio al de' Lellis

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Camere mortuarie insufficienti al de' Lellis, bare nel corridoio

02.06.2018 - 11:31

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Camera mortuaria insufficiente a contenere tutte le bare dei defunti, che vengono sistemate lungo il corridoio per mancanza di spazi. Succede all’ospedale San Camillo de’ Lellis dove i familiari che si ritrovano nella struttura - composta di sei stanzette più una cappella -, che accoglie i loro cari prima dei funerali, non hanno abbastanza spazio per pregare, dovendo dividerlo con le famiglie degli altri defunti. “Non è tutti i giorni così - dice Fabio Nobili, coordinatore cittadino di Forza Italia -, ma il problema c’è e si ripropone ogni volta ci sia un aumento di decessi nell’arco della giornata. E’ stato così nello scorso week end e nelle ultime ore, e più volte mi è stato segnalato da persone che si sono trovate a vivere tale esperienza. Solleciterò i consiglieri regionali affinché si facciano carico di questa incresciosa situazione”. La struttura dell’ospedale de’ Lellis, peraltro, è l’unica della provincia, e registra accessi, oltre che da tutto il Reatino, anche dai comuni della Sabina Romana. La cosa è stata segnalata anche alla direzione dell’Azienda sanitaria locale da cui spiegano come in programma ci sia effettiamente un ampliamento dei locali che accolgono le camere mortuarie ospedaliere. “Gli ultimi interventi che hanno riguardato quegli spazi - dicono dall’azienda di via del Terminillo - risalgono a tredici anni fa, una grandezza parametrata alle esigenze di allora e che mal si conciliano con quelle attuali”. Gli interventi in programma sono inseriti nel piano di adeguamento sismico e messa a norma dell’ospedale San Camillo de’ Lellis, piano che vale 76 milioni e 521mila euro (il decreto ministeriale del 25 gennaio 2018 per finanziare i lavori di ristrutturazione e riqualificazione edilizia - che nel Lazio riguardano, oltre all’ospedale reatino, il Grassi di Ostia, l’ospedale dei Castelli di Ariccia e il presidio ospedaliero di Sora (Frosinone - ha ricevuto il via libera definitivo dalla Corte dei conti), varato dopo il terremoto dell’agosto 2016 e intorno al quale, come noto, sta crescendo la mobilitazione in città di chi vorrebbe che quei soldi, con l’aggiunta di altri, venissero utilizzati per realizzare una nuova struttura ospedaliera adeguata alle rinnovate esigenze della medicina moderna. In attesa dei lavori di ampliamento dei locali che accolgono le sei camere mortuarie, i familiari dei defunti dovranno armarsi di pazienza, continuando a condividere spazi che non danno la possibilità di vivere veri momenti di raccoglimento per la preghiera. “Una situazione che capita ma che non costituisce la normalità”, concludono dalla Asl. Tanto basta, però, per creare sdegno tra chi la vive sulla propria pelle.
Monica Puliti

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