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RIETI

Manni, dopo il tavolo col prefetto assemblea e stato di agitazione

16.02.2017 - 12:16

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Assemblea permanente e stato di agitazione dei lavoratori. Questi i primi effetti della situazione di stallo sull'ex Manni dopo l'annunciata chiusura della struttura fissata dalla cooperativa Quadrifoglio per la fine di marzo e il sostanziale nulla di fatto del tavolo convocato dalla Prefettura di Rieti al quale hanno partecipato i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Il tempo scorre e, al momento, non sembrano registrarsi novità sulla possibilità che la trattativa tra Comune di Rieti e Quadrifoglio venga riaperta. L'assessore al bilancio, Paolo Bigliocchi, ha confermato nei giorni scorsi che la lettera ufficiale per un nuovo tavolo è stata effettivamente inviata a Pinerolo ma, pare di capire, al momento la Quadrifoglio non ha alcuna intenzione di tornare nuovamente a sedersi, volendo prima vedere riconosciuti i crediti vantati nel Comune. Crediti, lo ricordiamo, saliti fino a 5,5 milioni di euro a fine 2016 dai 4,5 già accumulati a fine 2012. Eppure, nonostante appunto ad oggi non sembrano esserci sostanziali novità nella vertenza, dialogando con alcuni degli attori della vicenda il fantasma della trattativa continua ad aleggiare. Lo si intuisce anche parlando con i rappresentanti sindacali che hanno subito preso in mano la situazione per difendere gli interessi dei circa quaranta lavoratori ma che, in fondo in fondo, sembrano ancora nutrire qualche speranza sulla riapertura della trattativa tra le parti.  "Il prefetto si è impegnato ad inviare una nota al Comune e alla Quadrifoglio per chiedere ufficialmente la riapertura della trattativa - spiega il segretario della Cgil, Walter Filippi - è chiaro che noi pretendiamo tempi strettissimi perché non si può arrivare a marzo senza capire cosa accadrà. Anche perché abbiamo necessità di tempi adeguati per attivare tutta una serie di procedure e tutele. Quindi vogliamo capire se effettivamente il tavolo di confronto tra Comune e Quadrifoglio procede, e in tal caso l'allungamento dei tempi potrebbe anche essere comprensibile, oppure se siamo di fronte a una rottura totale e definitiva". In quest'ultimo caso, lo scenario peggiore chiaramente, "siamo pronti a mobilitare la città perché qui si sta parlando di welfare, di servizi sociali, delle persone più deboli e per difendere questo tipo di servizi siamo intenzionati a coinvolgere tutte le categorie e tutta la popolazione in varie forme di lotta". 

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