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Sabato 25 Febbraio 2017 | 01:04

PETRELLA SALTO

Allarme pescatori di frodo nella valle del Salto: “Rumeni attivi al Nord si stanno allargando da noi”

lago del Salto

Con la soppressione delle Province la competenza delle acque interne è passata alla Regione (ma dopo la sconfitta del referendum tutto potrebbe essere nuovamente riscritto). In questo momento istituzionale piuttosto confuso, i consiglieri regionali Mario Abbruzzese, Antonello Aurigemma, Adriano Palozzi, Giuseppe Simeone hanno presentato a dicembre una proposta di legge: "norme per la tutela e le risorse idrobiologiche e fauna ittica per la disciplina dell'esercizio pesca nelle acque interne della regione Lazio", con l'introduzione di una licenza di pesca semplificata, giornaliera, un permesso anche per i turisti occasionali, sviluppo turistico, un piano ittico per regolamentare il carpfishing. Per un confronto diretto con i pescatori, Abbruzzese, insieme a Riccardo Fioramonti, tecnico della Regione Lazio e al presidente della Fipsas regionale, Enzo De Grandis, ha incontrato i pescatori nella sede della Comunità montana Salto Cicolano. "Nel Lazio la disciplina ittica coinvolge tra i 400 mila e i 500mila appassionati - dichiara Abbruzzese - la politica deve focalizzare il problema partendo dai territori, per produrre un testo che coniughi esigenze dei pescatori, turismo ed economia territoriale". L'ampia partecipazione di pescatori (fra cui il consigliere comunale Cristiano Coralli) ha stupito il consigliere: "Non mi aspettavo un'aula così affollata" e questo dimostra quanto sia necessario regolamentare al più presto il settore. Tante le problematiche elencate: "scarsa attenzione dei politici per il territorio, mancanza di collaborazione tra Fipsas e altre associazioni, soggetti politici, istituzioni tecnico scientifiche, emendamenti alle leggi esistenti che recepiscano proposte, controlli regionali sul peso e le misure, soprattutto di lucci e carpe, videosorveglianza, pulizia sponde, ripopolamento". Ma c'è un pericolo più grave che potrebbe presto abbattersi sulle nostre acque: "Un'organizzazione rumena pratica bracconaggio notturno organizzato nelle acque interne del nord-est - denuncia un ragazzo rumeno che vive nel Cicolano - e ora sta allargando il campo d'azione al Centro Sud, mandando delle 'sentinelle-osservatori', per studiare la zona, individuare il tipo di fauna ittica, i controlli". L'allarme non deve cadere inascoltato, per difendere la nostra economia e il patrimonio ittico: controlli efficaci richiedono risorse di uomini e tecnologie, chiarezza delle competenze, che qualunque legge dovrà prendere seriamente in considerazione, prima che sia troppo tardi.

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