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Martedì 17 Gennaio 2017 | 11:52

RIETI

Elezioni provinciali, le reazioni non mancano

provincia di rieti

Saranno state pure di secondo livello ma le recenti elezioni provinciali sembrano lasciare strascichi. Nella maggioranza prosegue la guerra di dichiarazioni soprattutto a sinistra. Dopo l'attacco di una parte del comitato promotore di Sinistra Italiana e la replica della componente ex Sel di Rieti a difendere la coalizione con Pd e centristi, ieri direttamente da Roma sono arrivate anche le parole del vicepresidente della Regione, Massimiliano Smeriglio. "Le elezioni provinciali nel Lazio hanno fatto registrare un ottimo risultato del centrosinistra e di Sinistra Italiana a Frosinone e Rieti. A Rieti, nella lista unitaria del centrosinistra, viene eletta Arianna Grillo, sempre per Sinistra Italiana. Resta la necessità di aprire una discussione seria di livello nazionale sulla necessità del ritorno al voto dei cittadini per l'elezione dei consigli provinciali". Indirettamente è sembrata una risposta anche a quei settori, in procinto anch'essi di entrare in Sinistra Italiana, che, al contrario di Smeriglio e Camerini, vedono come fumo negli occhi il prosieguo di un'alleanza con il Pd. Ma anche da destra le bordate non mancano. E' di nuovo l'ex assessore comunale, Felice Costini, a scagliarsi contro quello che definisce "il mercato delle vacche", prendendo spunto proprio dagli articoli pubblicati ieri dal Corriere di Rieti.  "Il titolo 'il centrosinistra vince le provinciali', seppur deontologicamente ineccepibile, sfiora il ridicolo. Le polemiche del centrodestra diviso fanno pena. Le provinciali (come tutte le competizioni di secondo livello), più che elezioni, sono il mercato delle vacche, con consiglieri 'acquistati' con prebende politiche e non, in estenuanti trattative 'private' che di politico non hanno nulla. Onesti amministratori di piccoli Comuni - prosegue Costini -, eletti con qualche decina di preferenze, trasformati per qualche giorno in 'fondamentali perni' del futuro del territorio; bravi padri e madri di famiglia, che si ritrovano a contrattare voti in cambio di promesse, blanditi e considerati dai registi della politica provinciale, che finita la farsa dimenticheranno anche il loro nome. Era così per le comunità montane, così è oggi per la Provincia. Con il risultato che gli ‘eletti’ nella gran parte dei casi se ne fregano del territorio. E oggi questa situazione è tremendamente grave". 

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