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RIETI

Negli asili nido ex Ciancarelli e a Quattro Strade operatrici senza stipendio da due mesi

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"Anno nuovo, vita nuova": la Cgil alza la voce e non brinda certo al 2017 nonostante "l'auspicio che a inizio anno tutti, incosciamente, ci rivolgiamo e tutti vorremo avere nella maggior parte dei casi". Una reazione amara pensando a quanto sta accadendo alle educatrici degli asili ex Ciancarelli e a quello nuovo a indirizzo montessoriano di Quattro Strade. Il comparto funzione pubblica della Cgil, attraverso il responsabile Annalisa De Sisto, segnala ancora una volta, a distanza di poche settimane da un primo intervento, il mancato accredito dello stipendio alle lavoratrici (da due mesi senza soldi), previsto per il 5 del mese così come esigerebbe il nuovo contratto di lavoro, e oltre a questo - proseguono dal sindacato - nessuna garanzia né giustificazione "arriva dalla ditta che gestisce gli asili, che possa motivare le ragioni del ritardo". Una vera e propria spina nel fianco, con la Cgil Fp che, alla luce di questo nuovo evento, "purtroppo previsto malgrado non fosse auspicato", intraprenderà ogni azione necessaria "affinché tali situazioni non possano ripetersi, a iniziare dalla mobilitazione del personale coinvolto”. Non mancano poi alcune riflessioni sul fatto che probabilmente qualcosa non vada, in termini squisitamente gestionali, da parte dell’azienda medesima. “Perché tante cancellazioni? Forse l'offerta economicamente piu vantaggiosa è invece risultata una terribile sciagura? Nessun altro asilo sorto all'interno del territorio potrebbe essere un reale minaccia quando parliamo di uno storico asilo, da sempre fiore all'occhiello di questa citta. Di questo ne siamo certi, non crediamo alle voci che asili concorrenti possano aver creato questa situazione". La Fp Cgil attende intanto una risposta su quanto mosso a fine dicembre all'amministrazione comunale, "una risposta certa, chiara, ferma e motivata alla continuazione del lavoro per le operatrici coinvolte e per la stessa attività ormai più che decennale per la nostra città” e auspica “un coraggioso cambio di marcia che possa realmente evitare il peggio". Tutte le lavoratrici, del resto, "chiedono a gran voce di poter continuare a lavorare in maniera dignitosa".

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