Migranti, i reatini con Salvini: "Ha fatto bene a chiudere i porti"

RIETI

Migranti, i reatini con Salvini: "Ha fatto bene a chiudere i porti"

13.06.2018 - 16:47

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Il giudizio è pressoché unanime. “Il neo ministro dell’interno, Matteo Salvini, ha fatto bene a chiudere i porti ai barconi. Non è una questione di razzismo”. Sostengono questo le persone intervistate dal Corriere di Rieti chiamate ad esprimere un’opinione su quanto avvenuto nei giorni scorsi e sulla decisione di Salvini di non accogliere la nave Aquarius. “Quello dell’immigrazione, è divenuto un fenomeno troppo esteso che rischia di non riuscire più ad essere contenuto ”. La pensa così chi è ancora giovane e nel mondo del lavoro ci è appena entrato, chi non ha mai lavorato e chi è in pensione. Non c’è più tolleranza, questo quanto emerge dalle dichiarazioni dei cittadini. Uno dei più giovani è Stefano Ciaramelletti, 30enne che lavora da poco ma avverte le difficoltà esistenti, “il numero eccessivo di immigrati certo non aiuta neanche noi giovani che cerchiamo di stabilizzarci lavorativamente, oltretutto gli sbarchi non si arrestano e credo che ci sia bisogno di un giro di vite che permetta a tutti di respirare un po’”. Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandra Magni, 27enne reatina, “la situazione è abbastanza grave e c’è bisogno di maggiori controlli e anche di dire stop agli sbarchi. Credo che il Mediterraneo, come ho sentito dire dal ministro, sia il mare di tutti i Paesi che vi si affacciano e quindi non si può  più continuare ad immaginare che l'Italia fronteggi questo fenomeno, che nel frattempo è diventato enorme, in completa solitudine”. La posizione di Salvini sembra rassicuri in qualche modo, anche i reatini. 629 persone, ferme tra Malta e l’Italia su ordine del ministro certo potrebbero mettere in discussione il lato umano della questione. “E’ necessario accogliere gli immigrati, questo si, ma distribuendoli in tutta Europa – dice Manuele Ciaramelletti, direttore di banca – sono d’accordo con la stretta di Salvini, non è una questione di andare contro le persone, esseri umani come noi, ma questa azione era necessaria per innescare una discussione e per attirare l’attenzione su un tema del quale si parla da troppo tempo senza però intraprendere iniziative reali”. Una decisione dunque utile secondo alcuni. “Minniti aveva leggermente mitigato gli sbarchi ma non basta – continua Manuele ricordando quanto fatto dal ministro dell'interno nel governo Gentiloni– era troppo tempo che i governi passati non ci mettevano mano”. “Quello del ministro è senz’altro un gesto provocatorio – dice Patrizia Desideri  – non possiamo sobbarcarci di tutti e di tutto. Questa  presa di posizione, piuttosto forte, ha smosso qualcosa e sono assolutamente d’accordo con la decisione. E’ ora di dire basta ai continui sbarchi”. Non ne fanno dunque una questione di discriminazione, “i cittadini italiani fanno fatica ad andare avanti nella vita di tutti i giorni – dice Giuseppe Ravetta – sicuramente i nostri problemi non si risolveranno non facendo arrivare altri immigrati in Italia ma rappresenta già un passo importante per contenere questo fenomeno che porta a ulteriori problemi che non possiamo permetterci perché non siamo un paese ricco e privo di problematiche. Abbiamo molto da risolvere per noi stessi, non possiamo aggiungere altri problemi.  Sono favorevole alla chiusura dei porti – dice – è ora di dire basta a questa situazione. La vita è già piuttosto in salita per noi, non possiamo permetterci il lusso di accogliere altri immigrati, ne abbiamo già a sufficienza”. “Io sono sempre stato molto attivo nei confronti dell’integrazione anche in ambito sportivo - dice Alessandro Turetta, tecnico della squadra di rugby della città –ma sono d’accordo con la decisione del ministro, abbiamo superato i limiti. Una regolamentazione ci vuole e certamente questa azione, che è provocatoria, aprirà le strade per nuovi colloqui”.

Ilaria Faraone

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